Rappresentano il culmine della piramide produttiva del Colombaio di Cencio le tre Gran Selezione dell’Unità Geografica Aggiuntiva di Gaiole, ottenute da tre distinti Cru: Cornia, Montelodoli e Vinci. Quest’ultimo, nella versione 2021, matura per 30 mesi in legno grande, profumando di amarena matura e vaniglia, con tocchi tostati; in bocca il sorso è corposo, dai tannini calibrati e dal finale ampio ancora su toni fruttati e tostati. È Andrea Farinetti, figlio di Oscar, noto imprenditore, a condurre il Colombaio di Cencio dal 2017 (cantina creata negli anni Novanta dall’imprenditore tedesco Werner Ernest Wilhelm). Ventitre gli ettari a vigneto, collocati su 3 unità produttive principali: Montelodoli, Cornia e Vinci, posti ad altezze variabili che vanno dai 280 ai 480 metri di altezza. La sfida, evidentemente, è quella proposta dal Sangiovese, varietà affascinante e capace di esprimersi alla grande a queste latitudini, ma anche ostica e poco propensa ad essere “intrappolata” da protocolli produttivi non in linea con la sua espressività. La famiglia Farinetti ha costituito nel tempo un vero e proprio gruppo vitivinicolo, mettendo assieme, aziende quali le piemontesi Fontanafredda, Casa E. di Mirafiore, Brandini, Cantine del Castello di Santa Vittoria, San Romano e Borgogno, la friulana Le Vigne di Zamò, la veneta Serafini & Vidotto e il progetto etneo Carranco, in joint venture con Francesco Tornatore.
(alex regoli)
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