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TURISMO

Da “Cheese 2021” by Slow Food le sfide del turismo enogastronomico italiano

Il Ministro del Turismo Garavaglia: “per la prima volta l’Italia si doterà di un piano per il turismo enogastronomico”
BORGHI, CARLO PETRINI, CHEESE, ENOTURISMO, ITALIA, MASSIMO GARAVAGLIA, ROBERTA GARIBALDI, SLOW FOOD, Italia
Le Langhe, tra le mete top del turismo enogastronomico

Il 70% dei turisti italiani reputano fondamentale l’offerta gastronomica nella scelta della meta delle vacanze, il 90% desidera vivere esperienze legate al cibo durante il viaggio. Dati che, secondo Roberta Garibaldi, docente di Tourism Management all’Università di Bergamo e presidente dell’Associazione Italiana Turismo Enogastronomico, rivelano l’importanza del settore nel trainare l’intero comparto, come è emerso dalla tavola rotonda su quale tipo di enogastronomia promuovere nella cornice di “Cheese 2021, il più grande evento internazionale dedicato alle forme del latte ed ai formaggi firmato Slow Food, di scena a Bra, cui hanno partecipato, insieme a Roberta Garibaldi, il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, il direttore del quotidiano “La Repubblica” Maurizio Molinari e il presidente Slow Food Carlo Petrini.
“Nelle ricerche che riguardano il tema dell’enogastronomia in Italia, diversi formaggi occupano le prime posizioni della classifica delle fonti di attrattività turistica, insieme alla pizza”, ha spiegato Roberta Garibaldi, sottolineando come le visite ai caseifici rappresentino una delle voci più gradite da chi si appresta a svolgere esperienze in viaggio. “Per la prima volta l’Italia si doterà di un piano per il turismo enogastronomico”, ha annunciato il Ministro del Turismo Massimo Garavaglia, che, a Bra, ha incontrato i produttori dei Presidì del Gusto Slow Food. Il Ministro ha ricordato che il nostro Paese “ha un problema, quello di essere primo in Europa a gennaio nelle ricerche online e di ritrovarsi in quinta o sesta posizione per presenze a fine anno, al momento di verificare i dati”. Ma una soluzione esiste: “Per vincere la sfida che ci attende, cioè guadagnare nuove quote di mercato, è sufficiente organizzarsi meglio, mettere a sistema le risorse. Occorre far conoscere le ricchezze di cui disponiamo”. Un aiuto può arrivare quindi dalle tecnologie, perché “grazie al digitale riusciremo a far conoscere anche l’ultimo pezzetto del nostro bel Paese. Le istituzioni - conclude il Ministro del Turismo - possono rappresentare la cornice del quadro complessivo, ma sta ai singoli territori il compito di dipingere bene il quadro complessivo, sfruttando anche i mezzi tecnologici di cui oggi disponiamo e lavorando sul marketing territoriale”.
Tra le ricchezze dell’enogastronomia del Belpaese, “le Langhe, e, più in generale, l’intero Nord-Ovest italiano, che - ha detto il direttore del quotidiano “La Repubblica”, Maurizio Molinari - hanno saputo generare valore e promuovere un turismo legato all’enogastronomia grazie “al legame con l’identità del territorio, all’attenzione alla sostenibilità e alla produzione di risorse sane”. Secondo Carlo Petrini, presidente Slow Food, c’è un altro aspetto da tenere in considerazione nel rispondere all’esigenza di offrire turismo, “quello di garantire alle comunità che abitano il territorio di vivere bene, perché non può esserci turista felice se la gente che vive nel posto non lo è. I nostri borghi, i paesi più defilati rispetto alle località caratterizzate da grandi flussi turistici, stanno perdendo pezzi di socialità. Non ci sono più le botteghe alimentari, non ci sono più le osterie, scuole e nemmeno più i parroci. Oltre a sviluppare le doti comunicative dei territori - ha concluso Petrini - abbiamo bisogno di mantenere in vita presidi di economia vera, anche per quanto riguarda le produzioni alimentari: perché se non ci sono più contadini, agricoltori e artigiani, che cosa potremo comunicare ai potenziali turisti?”.

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