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RISPOSTA ALLA CRISI

Distillazione di crisi, in Francia via libera per 200 milioni di litri, mentre l’Italia aspetta ...

Oltralpe presto in farmacia il gel disinfettante dai vini generici ed a denominazione. Coldiretti: ritardo pesante nell’attuazione del Dl Rilancio
Coldiretti, DISTILLAZIONE DI CRISI, DL RILANCIO, FRANCIA, GEL DISINFETTANTE, VENDEMMIA VERDE, Italia
Distillazione di crisi, Francia al via

Domanda e offerta. Da un lato, l’ormai endemica scarsità di alcol, in farmacia come al supermercato, dall’altra, le cantine piene di vino, magari non ai livelli che si temeva a inizio pandemia, ma comunque vicini ai livelli di guardia via via che la prossima vendemmia si avvicina. La soluzione, per far incontrare le esigenze diverse di due settori poi non così lontani, è la distillazione di crisi, a cui l’Italia ha deciso di ricorrere da settimane, ma per “liberare” le aziende di 150 milioni di litri di vini comuni, come previsto dal Dl Rilancio, manca ancora il decreto attuativo, mentre la Francia ha già dato il via libera ad analoga sorte per 200 milioni di litri di vino, non solo comune, ma anche a denominazione d’origine, pronti a diventare gel disinfettante, in vendita in farmacia già nelle prossime settimane, o bioetanolo. Come ricorda la Coldiretti, si tratta di un intervento finanziato dall’Unione Europea per fronteggiare da un lato la carenza di alcool e dall’altro la profonda crisi del vino in Europa dove le vendite sono praticamente dimezzate nel lockdown per il Coronavirus.
Se i viticoltori francesi potranno destinare alla distillazione sia vini comuni che quelli per le denominazioni di origine, come lo Champagne, in Italia - sottolinea la Coldiretti - il provvedimento riguarda solo i vini comuni e viene accompagnato da interventi previsti dal Dl Rilancio come la vendemmia verde per ridurre le rese di quelli di qualità. Interventi importanti sui quali - denuncia la Coldiretti - si registra un pesante ritardo nell’attuazione a quasi due mesi dall’inizio della vendemmia quando sarà necessario aver già liberato posto per il vino nuovo nelle cantine.
Quasi 4 cantine italiane su 10 (39%) registrano un deciso calo dell’attività, con un pericoloso allarme liquidità che mette a rischio il futuro del vino italiano dal quale nascono opportunità di occupazione per 1,3 milioni di persone, dalla vigna al bicchiere, secondo l’indagine Coldiretti/Ixé. A pesare - sottolinea la Coldiretti - è stata la chiusura forzata della ristorazione avvenuta in Italia e all’estero con un forte calo delle esportazioni dopo il record di 6,4 miliardi di euro nel 2019, il massimo di sempre, pari al 58% del fatturato totale. Ad essere colpita è stata soprattutto la vendita di vini di alta qualità che trova un mercato privilegiato di sbocco in alberghi e ristoranti in tutto il mondo. In questo contesto va rilevato il recente impegno assunto dal Commissario Europeo all’Agricoltura, Janusz Wojciechowski, in una riunione dei coordinatori dei gruppi politici della Commissione Agricoltura dell’Europarlamento, per mettere a punto misure di emergenza supplementari per i produttori di vino.
L’Italia, con 46 milioni di ettolitri si classifica davanti alla Francia come il principale produttore mondiale, con circa il 70% della produzione destinato a vini Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 73 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) e il restante 30% per i vini da tavola. Sul territorio nazionale - spiega la Coldiretti - ci sono 567 varietà iscritte al registro viti contro le 278 dei cugini francesi a dimostrazione del ricco patrimonio di biodiversità su cui può contare l’Italia che vanta lungo tutta la Penisola la possibilità di offrire vini locali di altissima qualità grazie ad una tradizione millenaria. Iva agevolata e un credito di imposta per i crediti inesigibili derivanti dalla crisi Covid -19 sono alcune delle proposte formulate dalla Coldiretti che è impegnata nella campagna #iobevoitaliano per promuovere gli acquisti.
Ma serve anche sostenere con massicci investimenti pubblici e privati la ripresa delle esportazioni con un piano straordinario di comunicazione sul vino che - sostiene la Coldiretti - rappresenta da sempre all’estero un elemento di traino per l’intero made in Italy, alimentare e non. La Coldiretti ha presentato al Governo il piano salva vigneti con il quale, proprio attraverso la distillazione volontaria, si prevede di togliere dal mercato almeno 3 milioni di ettolitri di vini generici da trasformare in alcol
disinfettante per usi sanitari. La misura avrebbe inoltre l’importante effetto di favorire l’acquisto di alcol italiano che sugli scaffali è stato il prodotto che ha registrato il maggior incremento di vendite che sono praticamente triplicate secondo Iri, ma anche di ridurre le eventuali eccedenze produttive. Il piano della Coldiretti prevede anche la vendemmia verde e riduzione delle rese su almeno 100.000 ettari per una riduzione di almeno altri 3 milioni di ettolitri della produzione sui vini di qualità in modo da evitare un eccesso di offerta, considerate le conseguenze della pandemia sui consumi internazionali.

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