La Menzione Geografica Aggiuntiva di Lazzarito, a Serralunga d’Alba, deve il suo nome al lazzaretto che in antichità vi si trovava. Il vigneto, grande 29,54 ettari, si trova fra i 260 e i 390 metri di altezza ed è posto su Marne di Sant’Agata; copre l’85% del terreno di cui l’88% è coltivato a Nebbiolo. Fra i 12 proprietari che se lo spartiscono c’è anche l’azienda Gianni Gagliardo, che qui può contare su poco meno di un ettaro sulla sommità della collina, vantando della menzione Vigna Preve. “Vigneto esuberante di energia, tra i primi a germogliare e tra gli ultimi a essere raccolti”, come dice la scheda tecnica, sono caratteristiche esaltate dall’annata 2021, che ha visto un inverno generoso di pioggia, una primavera mite, un’estate calda e ventilata e di conseguenza uve equilibrate vendemmiate il 14 di ottobre. Fermentato in acciaio, è maturato in una singola botte da 20 hl per oltre due anni. Un Barolo dai profumi terrosi e di fiori appassiti, di vaniglia e arance rosse, con tonalità balsamiche di sottobosco e di roccia che ritornano al palato materico, dal tannino deciso e dalla trama sapida, che sul finale chiude floreale e fruttato, leggermente ammandorlato. Insieme a Lazzarito, Gianni Gagliardo può contare anche su altri 7 cru: Monvigliero a Verduno, Santa Maria e Serra dei Turchi e La Morra, Fossati fra Barolo e La Morra, Castelletto, Bricco San Pietro e Mosconi a Monforte d’Alba.
(ns)
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