Dolce di vaniglia, ma anche ispido di ananas, il Sémida 2024 di Tenute Perda Rubia lascia poi trasparire lievi note di fiori di acacia e di sambuco, ma anche di santoreggia, per poi allargarsi verso profumi di pesca e melone bianchi, di polline, insieme a cenni gessosi. La morbidezza glicerica che si percepisce al bicchiere si ritrova in effetti al sorso, regalando un sorso ampio, dalla matericità salmastra, freschezza agrumata e dal lungo finale fruttato, minerale, speziato e leggermente caldo. Prodotto da uve di Semidano - un antico vitigno sardo usato come uva da taglio, ma da qualche anno riscoperto e valorizzato - questo bianco proviene da viti giovani e fermenta e matura in acciaio. Il suo nome significa “piccola traccia”, come quella lasciata dalle formiche. Viene coltivato da Tenute Perda Rubia sui loro 20 ettari di vigneto in Ogliastra, provincia di Nuoro, insieme a filari di Cannonau, di Vermentino, Muristellu e Nuragus. Attorno ci sono altri 580 ettari di boschi e uliveti, ma anche campi coltivati a cereali antichi a conduzione biologica. Le bottiglie prodotte sono circa 25.000 all’anno con due bianchi, due spumanti e due Cannonau, fra cui il chiaro e gentile Naniha. Insieme raccontano una storia nata nel 1949 con Mario Mereu, che per primo in zona imbottigliò e esportò vini da Cannonau. Dagli anni Ottanta l’azienda vinifica solo le proprie uve e dal 2014 è il nipote Mario Mereu a condurre l’attività.
(ns)
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026






















































































































































































