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La Franciacorta: tra torri medievali e ville patrizie a degustare le "nobili bollicine"

Un rilassante itinerario alla scoperta dell’arte e dei vini della Franciacorta, la splendida campagna che si estende da Brescia al Lago d’Iseo. Colline tappezzate di vigneti, torri medievali e ville patrizie (qui la nobiltà bresciana aveva le sue terre e le sue dimore estive), da tempo immemorabili votate alla viticoltura ed ora patria del Franciacorta Docg, il re delle bollicine in Italia (è il primo spumante metodo classico italiano ad aver ottenuto questo importante riconoscimento), nonchè di ottimi rossi ed altrettanto prelibati bianchi (i conosciuti Terre di Franciacorta Rosso e Bianco). Per scoprire la Franciacorta (il cui nome deriva con buona probabilità dalle medievali “franchae curtes”, cioè comunità esentate dal pagamento delle tasse), l’ideale è vagabondare fra borghi e colline, lasciandosi catturare dal loro tranquillo fascino, fermarsi nella cantine a degustare i vini, scovare nei paesi piccoli negozi d’artigianato ed antiquari, farsi tentare dalla gola nelle trattorie dove si gustano il manzo all’olio, le carni lesse, la tinca ripiena, una notevole scelta di formaggi e di salumi nostrani e dove, dall’inizio dell’autunno, vengono lentamente arrostiti sul camino prelibati spiedi, accompagnati dall’immancabile polenta.

Le cantine
Tutte da visitare le cantine della Franciacorta, sia per gli eccellenti vini che per gli splendidi edifici dove sono ospitate. Per orientarsi fra ville e vigneti, un’ottima guida sono gli itinerari messi a punto dal Consorzio del Franciacorta. Oppure si può seguire la "Strada del Franciacorta", una delle prime strade del vino in Italia, che si snoda per 80 km fra colline, riserve naturali, specchi d’acqua, ville patrizie ed aristocratici castelli (e all’Associazione Strada del Franciacorta ci si può rivolgere anche per avere informazioni su soggiorni, tour guidati ...). Le mappe con le indicazioni si trovano nella sede dei due enti, ospitati nelle sale del vecchio municipio di Erbusco. Qualche indirizzo: le aziende Ricci Curbastro e Lantieri de Paratico a Capriolo, la Tenuta Castellino a Coccaglio, le aziende Fratelli Berlucchi a Borgonato, la Monterossa a Bornato, Cà del Bosco e Bellavista a Erbusco, Conti Terzi a Rovato. In ogni caso una notevole scelta di vini da acquistare, si ha alle Cantine di Franciacorta, fornitissima enoteca dove i produttori della zona vendono i loro vini allo stesso prezzo che in cantina: si trova ad Erbusco, sulla statale Rovato-Iseo (aperta anche la domenica).

Castelli, pievi romaniche e ville. Cosa vedere in Franciacorta ?
A Rodengo Saiano, l’Abbazia di San Nicola, uno dei più imponenti complessi monastici d’Italia settentrionale. Fondata nel X sec. dai monaci cluniacensi e passata verso la metà del XV sec. agli Olivetani, l’Abbazia si articola attorno a tre grandi chiostri ed è decorata con opere dei maggiori artisti della scuola bresciana del Cinquecento e del Seicento (Foppa, Romanino, Moretto, Gambara). Al suo interno, l’erboristeria, dove i monaci producono liquori a base di erbe. A Provaglio d'Iseo, il Monastero cluniacense di San Pietro in Lamosa, armonioso complesso romanico. Dal suo sagrato si ha un eccezionale colpo d’occhio sulle torbiere d’Iseo, un’oasi naturalistica unica nel suo genere in Europa: circa 2 kmq di acqua, canne e vegetazione palustre, in cui hanno trovato il loro habitat migliaia di uccelli e che in tarda primavera si coprono di una distesa i ninfee. Per vistarle, sentieri ben segnalati e itinerari da percorrere in bicicletta. Corte Franca, con i suoi 4 borghi di Borgonato, Colombaro, Nigoline e Timoline è il cuore della Franciacorta . Fra curatissimi vigneti, antiche dimore si alternano a rinomate cantine : tra le più scenografiche, da vedere sono Villa Berlucchi a Borgonato, Villa Lana Terzi a Colombaro, Palazzo Monti della Corte a Nigoline, Villa Pizzini a Timoline. A Capriolo da visitare è il Museo Agricolo del Vino Ricci Curbastro, dove sono raccolti centinaia di oggetti, utensili, attrezzi che un tempo venivano quotidianamente usati in campagna, nelle cantine, nelle case, raccolti in sale a tema ed illustrati con stampe e quadri. Annesso al Museo, c’è il Granaio di Evelina, delizioso negozio di antiquariato straripante non solo di oggetti e mobili antichi, ma anche di originali pezzi unici creati utilizzando vecchi oggetti , decorati con varie tecniche (ad iniziare dal découpage). Ad Erbusco, dove si trova Villa Lechi, la più scenografica della Franciacorta, pittoresco è il vecchio borgo, con i ruderi del castello e la Pieve di Santa Maria Assunta , splendido esempio di romanico lombardo, decorata con pregevoli affreschi quattrocenteschi. Vicino a Rovato (famosa fra i gourmet per i gustosissimi lessi che costituiscono il piatto forte delle sue trattorie) da visitare è il quattrocentesco Convento dell’Annunciata sul Monte Orfano, uno dei più belli della Lombardia, oasi di pace che conserva capolavori d’arte (fra cui un’Annunciazione del pittore cinquecentesco della scuola bresciana Girolamo Romanino) e da cui si gode uno splendido panorama sulle colline della Franciacorta e sulla pianura. Il Castello di Bornato, il cui nucleo più antico risale addirittura al periodo romano, quando vi fu edificata una roccaforte a presidio della strada consolare Brescia-Bergamo. All’inizio del medio evo fu costruito un recinto fortificato, ampliato nel 1275 da Inverardo de Bornati con una cerchia di 300 metri di mura merlate, con torri e contrafforti, fossati e ponti levatoio, che diedero al castello l’aspetto che tuttora conserva. Il nipote Giambellino ne fece un vivo centro d’incontro di mercanti, uomini politici, letterati e artisti nell’atmosfera colta del Rinascimento incipiente. Il Castello di Bornato fu anche teatro della guerra fra Venezia e i Visconti:nel 1436 vi risiedette infatti Antonio Martinengo, valoroso condottiero bresciano al comando delle truppe della Serenissima, che da qui sconfisse l’esercito visconteo. Nel 1562 il Castello fu ceduto ai Gandini (il cui stemma è affisso all’entrata), che costruirono a levante dell’austera roccaforte quadrata un palazzo (l’attuale Villa Orlando). Nel’600 fu ricavato un giardino all’italiana e sul contrafforte a mezzogiorno furono smantellati i merli. Il risultato è … una villa rinascimentale costruita all’interno di un castello medievale, visitabile con biglietto d’ingresso ogni domenica da Pasqua a ottobre, e durante tutto l’anno per i gruppi, previa prenotazione ( tel. 030725006). Nelle sue sale si possono ammirare affreschi del’600 e dell’800 e una piccola collezione di porcellane orientali, francesi ed italiane e - nell’antica torre dove erano tenuti i prigionieri - una cappella dedicata a San Francesco.

Per arrivare in Franciacorta
Autostrada A4 Milano- Venezia: uscite Ospitaletto, Rovato e Palazzolo

Informazioni:
- Consorzio per la tutela del Franciacorta - Via Verdi, 53 - 25030 Erbusco (Brescia) Tel. 030/7760477 - Fax 030/7760467
www.franciacorta.net - consorzio@franciacorta.net
- Associazione Strada del Franciacorta - Via Verdi, 53 - 25030 Erbusco (Brescia)
Tel 030/7760870 - Fax 030/7768539
www.stradadelfranciacorta.it - associazione@stradadelfranciacorta.it

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