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COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

La storia della Georgia, “culla del vino”, chiama la modernità della Fondazione Edmund Mach

I vertici dell’Istituto di San Michele all’Adige in visita a Tblisi, chiamati per una collaborazione su formazione e tecnologia su vite e vino

Una è considerata una delle culle della viticoltura e dell’enologia del mondo, terra in cui è stata ritrovata quella che ad oggi è considerata la più antica cantina del mondo, datata ben 8.000 anni fa; l’altra è una delle massime istituzioni di ricerca a livello europeo in ambito agrario e vitivinicolo. Ed ora, si potrebbero trovare a lavorare insieme in un progetto che ha il fascino della storia antica ed il sapore della modernità, con la Georgia che ha chiamato alla sua corta la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige, per un supporto tecnico-scientifico per rilanciare l’attività formativa e di trasferimento tecnologico nel settore viti-enologico.

Una richiesta arrivata all’istituto trentino direttamente dal Governo di Tblisi, approfondita e formalizzata nell’incontro tra il direttore generale della Fondazione, Mario Del Grosso Destreri, e il dirigente del Centro Trasferimento Tecnologico, Claudio Ioriatti, con il Ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura della Georgia, Levan Davitashvili, la vice-ministro dell’Istruzione Tamar Kitiashvili, che hanno visitato anche il centro di ricerca in agricoltura, l’Università del Vino ed il centro di formazione professionale, insieme ad alcuni produttori di vino.

La terra famosa per i kwevri, vasi di terracotta interrati per la fermentazione e conservazione del vino, pur contando su un’Università di Viticoltura e una buona scuola di formazione professionale, ha chiesto espressamente una collaborazione per attivare un percorso di studio sull’impronta del corso per enotecnici di San Michele, che già ha avuto modo di farsi apprezzare in molte regioni del mondo. Ma c’è anche la volontà di costruire un progetto di sviluppo complessivo che migliori il servizio di consulenza ai piccoli produttori di vino. Per questo la richiesta prevede il coinvolgimento del Centro Trasferimento Tecnologico. Una richiesta che San Michele sta valutando con attenzione, anche per un reciproco interesse nell’ambito della ricerca e nel supporto allo sviluppo del settore vitivinicolo.

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