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“NON DOBBIAMO CONSIDERARE NATALE ... I CINQUE GIORNI CHE LO PRECEDONO E I CINQUE SUCCESSIVI, ALTRIMENTI È ABUSO. RICERCARE PIÙ LA VARIETÀ DEI CIBI CHE LA QUANTITÀ”: ECCO IL CONSIGLIO PRINCIPALE DEL DIETOLOGO GIORGIO CALABRESE PER LA TAVOLA NATALIZIA

Italia
Giorgio Calabrese

Natale è sinonimo di tavola imbandita, grande pranzo o cena (se si festeggia anche la Vigilia), insomma di buon bere e ricercato mangiare. Si tratta di una delle tradizioni più inossidabili del Bel Paese e anche la minaccia della bilancia, un tema sempre più sentito anche da noi, non sembra farci desistere da questa giornata “campale”. Ci vuole, però, qualche accortezza per non dover passare l’inizio dell’anno “a stecchetto” e WineNews ha chiesto qualche consiglio a Giorgio Calabrese, dietologo, docente di alimentazione all’Università del Piemonte, volto noto di “Rai 1” e dietologo della Juventus.

“Il giorno di Natale, vigilia o 25 dicembre, è un giorno a cui possiamo concedere un pranzo o una cena dove mangiamo più abbondantemente - spiega Calabrese - e dove possiamo anche cercare più varietà nei piatti. Naturalmente meglio più varietà che abbondanza. Se facciamo diventare Natale i cinque giorni che lo precedono e i cinque successivi, allora diventa un abuso e ingrassiamo necessariamente per colpa della quantità dei cibi, qualunque cibo, non solo per colpa dei dolci. È una questione quantitativa prima che qualitativa. Insomma, anche a Natale, ci vuole - prosegue il dietologo - equilibrio, puntando soprattutto sui cibi di stagione”.

Il che significa, per il volto noto di Rai 1, “non togliere mai il primo piatto, riso o pasta che sia, un antipasto a base di verdure calde , magari un po’ di pesce, ma non crudo”. Per i secondo piatto, invece, Calabrese consiglia di non rinunciare alla tradizione, può andare bene “il cappone, il tacchino o il pesce. Un piatto fatto bene, possibilmente non fritto e accompagnato da molta verdura alla griglia, in forno o cruda condita con olio extra-vergine di oliva”.

Ed i dolci? “Al momento del brindisi ci possiamo concedere un panettone o un pandoro - conclude Calabrese - senza privarci del vino dal bianco per cominciare, al rosso, al vino dolce e allo spumante per il brindisi”.

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