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RICHIESTE

Proibizionismo, inflazione, cambiamento climatico: l’agenda del vino di Francia, Italia e Spagna

Dal “Gruppo di Contatto” le priorità della filiera, che sulla lotta agli abusi chiede alla Ue di “evitare politiche sproporzionate”
ASSOCIAZIONISMO, ECONOMIA, FRANCIA, GRUPPO DI CONTATTO, ITALIA, OMS, SPAGNA, vino, Italia
Il settore vino in Europa

Dal 2019 ad oggi Francia, Italia e Spagna hanno dovuto affrontare una serie di crisi senza precedenti: le misure di ritorsione americane sui vini europei nell’ambito della disputa Boeing-Airbus, la pandemia con la conseguente chiusura del settore Horeca, le difficoltà nel trovare mercati nel periodo post-pandemico e la mancanza di materie prime, gli effetti dell’invasione russa in ucraina con l’aumento dei costi di produzione, la crescente inflazione, a cui si aggiunge l’impatto, sempre più evidente, del cambiamento climatico. A mettere in fila i temi e le dinamiche da affrontare, per il comparto vitivinicolo, è il “Gruppo di Contatto”, incontro e momento di dialogo annuale delle associazioni del settore vino di Francia, Italia e Spagna, che, nei giorni scorsi, si sono riunite a Conegliano.

A complicare ancora di più un quadro già difficile, la nuova ondata di “proibizionismo” che arriva dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) - Regione Europa, che ha adottato integralmente la risoluzione presentata a Tel Aviv, nel documento “European framework for action on alcohol 2022-2025”, che prevede un contrasto al consumo tout court dell’alcol come priorità di azione, con un obiettivo di riduzione del 10% pro-capite entro il 2025. Le associazioni del vino di Francia, Italia e Spagna hanno espresso forte preoccupazione, sottolineando che i prossimi mesi saranno cruciali, in quanto la Commissione Europea lavorerà su alcune importanti iniziative legislative. Le delegazioni hanno chiesto di tenere conto di quanto espresso dal Parlamento europeo nel parere sul Piano europeo di lotta contro il cancro la scorsa primavera, di concentrarsi sulla lotta all’abuso di alcol e evitare politiche sproporzionate - come la recente norma irlandese - che minano le comunità e i territori produttori di vino, il patrimonio immateriale dell’umanità, l’arte di vivere europea e la cultura gastronomica, di cui il vino è parte inestricabile.
Devono essere sostenute, in particolare, tre linee di indirizzo: salvaguardare la politica di promozione come strumento per garantire la competitività dei vini; preservare le norme sull’etichettatura nutrizionale e sulla lista degli ingredienti già decise nel quadro dei regolamenti Pac, inclusa l’etichetta digitale; chiedere agli Stati membri e alla Commissione europea di opporsi alla proposta irlandese sugli health warnings, presentando un parere circostanziato nel quadro della procedura Tris. Infine, il “Gruppo di Contatto” ha messo in guardia sulla sostenibilità economica e sociale del settore, chiedendo sostegno in due punti: la sterilizzazione degli aumenti del costo dell’energia; misure eccezionali di supporto e di flessibilità analoghe a quelle introdotte per fare fronte alle complessità causate dalla pandemia da Covid-19.
In particolare Federdoc, la federazione di tutti i Consorzi d’Italia, manifesta viva preoccupazione per la proposta Oms - Organizzazione Mondiale della Sanità punitiva nei confronti del mondo del vino. Giangiacomo Bonaldi, presidente Federdoc: “un’indicazione discutibile che confonde consumo consapevole e abuso, ponendoli sullo stesso piano. Il comparto chiede al mondo politico italiano una decisa presa di posizione a protezione di un settore fondamentale nell’economia, nella storia e nella cultura del nostro Paese. Quanto emerso dal recente summit dell’Oms sconcerta e addolora - commenta Giangiacomo Bonaldi - soprattutto perché i recenti segnali erano stati di diversa natura. Troviamo assolutamente discutibile un atteggiamento che sembra porre sullo stesso piano consumo consapevole e abuso. Anzi, se questa dichiarazione dovesse trovare anche solo parzialmente una sua attuazione, diventerebbe difficile proseguire proprio sul sentiero dell’educazione che, invece, rimane essenziale per tutti i player del comparto. L’Oms sembra dimenticare che proprio l’attività di promozione ha portato, negli ultimi anni, ad abbassare i consumi del vino a livello mondiale: si beve meno, si beve meglio, si beve con la consapevolezza che il vino non è una bevanda”.

Focus - Le organizzazioni del vino di Francia, Italia e Spagna

Per la Francia, erano presenti le Associazioni Fnsea - Commission Viticole, La Coopération agricole - Vignerons coopérateurs de France (Vcf), Vignerons indépendants de France; per l’Italia, Alleanza delle Cooperative Italiane Agroalimentari, Assoenologi, Cia - Agricoltori Italiani, Coldiretti, Confagricoltura, Copagri, Federdoc, Federvini, Fivi e Unione Italiana Vini; per la Spagna, Asociación Empresarial Vinos de España (Aeve), Asociación de Jóvenes Agricultores (Asaja), Cooperativas Agro-Alimentarias de España, Conferencia Española de Consejos Reguladores Vitivinícolas (Cecrv), Coordinadora de Organizaciones de Agricultores y Ganaderos (Coag), Federación Española del Vino (Fev), Organización Interprofesional del Vino de España (Oive) y la Unión de Pequeños Agricultores y Ganaderos (Upa).

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