SalvaTerra da ormai qualche anno sta attraversando grandi cambiamenti. Nel 2022 è entrata a far parte del Gruppo Veraison S.p.A. che unisce la cantina veronese al Gruppo FreedL di Edoardo Freddi, alle aziende Progetti Agricoli e 4RU. L’enologo Enrico Nicolis resta a capo della gestione enologica, ma è stata rivista l’organizzazione dei vini aziendali che ora sono divisi in 4 brand: SalvaTerra, SalvaTerra Legacy, Falia e Casa Giona. Il primo di questi - SalvaTerra - è la linea più tradizionale e più legata alla storia della cantina. E proprio quest’anno è stata associata al gioco degli scacchi, arte nobile che animava i salotti del Rinascimento, compreso quello di Villa Giona in cui ha sede SalvaTerra. Nove sono le etichette coinvolte in questo progetto chiamato Lover’s Gambit, tutte associate alle pedine del gioco: un Riposato Bianco e un Riposato Rosso (pedone bianco e nero), un Pinot Grigio delle Venezie (alfiere bianco), un Lugana e un Valpolicella Classico (cavallo bianco e nero) una Corvina Spumante e un Valpolicella Ripasso Classico Superiore (torre bianca e nera) e infine un Amarone della Valpolicella Classico come regina e un Amarone Riserva come Re. L’Amarone della Valpolicella Classico 2019 (che anticipava il progetto con una capsula a scacchi bianco e nera) profuma di ciliegia, rosa e agrumi, con cenni di sottobosco; il sorso è sapido e fresco, dall’incedere vivace al sapore di ciliegia e pepe.
(ns)
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