“La salute nasce a tavola. Dall’olio extravergine ai legumi, dal pesce azzurro alle verdure di stagione, l’alimentazione si conferma il primo strumento di prevenzione a disposizione dei cittadini”: è il messaggio forte che ha accompagnato, ieri, l’inaugurazione del primo mercato contadino in un ospedale, il Policlinico Universitario A. Gemelli Irccs, a Roma, un’iniziativa promossa da Coldiretti e Campagna Amica. Qui, tra banchi di prodotti freschi e tracciabili, si promuove la Dieta Mediterranea come strumento di prevenzione per cuore, cervello, metabolismo, vista e sistema immunitario.
Olio extravergine, legumi, pesce azzurro, frutta secca e verdure di stagione diventano i protagonisti di un percorso che invita a scegliere cibi naturali e meno ultra trasformati, seguendo i principi “il cibo è la prima medicina” e “più vicini all’agricoltura significa più lontani dalle malattie”, criteri che guideranno la sperimentazione destinata a diventare modello nazionale per avvicinare cittadini, pazienti, familiari e personale sanitario a cibi freschi, naturali e sicuri. Per l’occasione è stato allestito, infatti, un percorso espositivo dedicato alla relazione tra alimentazione e salute, accompagnato da una serie di messaggi che richiamano i fondamenti della prevenzione: “più cibi naturali e meno ultra trasformati significa salute”, “segui le stagioni, non le pubblicità”, “leggi bene l’etichetta per capire se acquisti cibo sano”, fino al celebre richiamo a Ippocrate: “fa’ che il cibo sia la tua medicina”. Un percorso pensato per accompagnare i visitatori “dal campo al mercato, dal mercato alla tavola”, perché - come recita un altro dei messaggi diffusi tra i banchi - “la salute è nel piatto”.
L’iniziativa propone anche i “pacchi della salute” disponibili nel periodo natalizio, selezioni certificate dall’ospedale per il loro alto valore nutrizionale. Nei pacchi e tra i banchi del mercato trovano spazio alimenti-simbolo della Dieta Mediterranea: olio extravergine e pesce azzurro, ricchi di grassi “buoni” per il cuore; legumi come ceci e lenticchie, alleati contro il colesterolo; noci e mandorle che sostengono le funzioni cognitive; pasta di grani antichi e passate integrali per energia stabile; agrumi, melagrana e verdure di stagione, fonti naturali di antiossidanti. Una scelta che racconta come investire in cibo sano significhi risparmiare in farmaci e che ribadisce il ruolo dell’agricoltura come vera alleata della prevenzione. Una scelta coerente con un altro dei messaggi che accompagnano la visita: “sbuccia di più, scarta di meno”, invito a preferire cibi freschi e naturali. Un progetto che punta a diventare modello nazionale, in risposta a un dato allarmante: la cattiva alimentazione costa all’Italia 12 miliardi di euro l’anno in patologie croniche, afferma la Fondazione Aletheia, think tank dedicato al rapporto tra alimentazione e salute.
“L’inaugurazione di un mercato al Gemelli vuole rappresentare un numero zero, replicabile negli ospedali di tutto il Paese, ma anche un simbolo dell’alleanza concreta e forte tra la ricerca medica e l’agricoltura nella comune consapevolezza che quello alla salute è un diritto fondamentale dell’individuo - dichiarano il presidente e il segretario generale Coldiretti, Ettore Prandini e Vincenzo Gesmundo - una risposta anche a chi accusava gli agricoltori italiani di oscurantismo senza rendersi conto che è proprio dal cibo sano delle campagne che nasce un nuovo modello di prevenzione, contro le derive di chi vorrebbe imporre un menu unico, esclusivamente basato sulla chimica e sulla pura ricerca del profitto, anche a danno della salute dei cittadini”.
“Con la Fondazione Campagna Amica - spiega la presidente Dominga Cotarella - rimettiamo al centro il valore profondo del cibo non come una formula industriale, ma come il risultato di un territorio, di una stagione, di mani che lavorano la terra. Quando perdiamo questo legame e lo sostituiamo con prodotti ultra-processati, perdiamo non solo qualità nutrizionale, ma anche cultura e consapevolezza. Il modello del cibo italiano, fatto di materie prime riconoscibili, filiera corta e stagionalità, è oggi una risposta concreta alle sfide della salute e dell’alimentazione moderna. Difendere il cibo vero significa difendere le persone”.
“Campagna Amica per la Salute” mette in contatto diretto pazienti, visitatori, personale sanitario e anche i cittadini della zona con le imprese agricole del territorio, spiega Daniele Franco, presidente Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs, ed “è un esempio concreto di come la qualità delle filiere agricole e la cultura della salute possano incontrarsi dentro una grande struttura ospedaliera universitaria e di ricerca, è un modo nuovo di intendere la prevenzione. La collaborazione tra una realtà sanitaria di primo piano come il Policlinico Gemelli e un attore fondamentale dell’agroalimentare italiano come Coldiretti assume un valore strategico: entrambe le nostre istituzioni, in ambiti diversi, ma complementari, contribuiscono a migliorare la salute e il benessere della popolazione. Mettere insieme ricerca, cura e produzione di qualità significa rafforzare la prevenzione e costruire percorsi di salute più efficaci e più vicini alle persone”.
“La prevenzione inizia a tavola, molto prima che negli ospedali quando il danno è già consumato il sistema sanitario può fare poco, è un dato clinico non un paradosso retorico. Abbiamo ormai a disposizione un patrimonio solido di conoscenze scientifiche, strumenti terapeutici efficaci e prove epidemiologiche inconfutabili. Ciò che manca non è la competenza, ma la determinazione: serve oggi il coraggio politico e culturale di dichiarare una vera e propria guerra ai cibi dannosi, senza compromessi e senza esitazioni. Solo adottando politiche lungimiranti, investendo in prevenzione e promuovendo stili di vita sani potremo proteggere la salute dei cittadini e garantire la sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale per le generazioni future. Questo progetto che mette insieme Coldiretti, Campagna Amica, il Gemelli ed Aletheia credo che sia un primo passa importante per contrastare l’ascesa dei cibi ultra formulati che rappresentano una deriva radicalmente opposta alla nostra tradizione”, conclude il professore Antonio Gasbarrini, presidente Comitato scientifico Fondazione Aletheia e direttore scientifico Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli Irccs.
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