Dopo lo stop, nei giorni scorsi, da parte della Corte Suprema americana ai dazi imposti in base all’International Emergency Economic Powers Act (Ieepa) dal Presidente Usa Donald Trump sui prodotti di tutto il mondo, Unione Europea (e vino) inclusi al 15%, dichiarandoli illegali, dopo i ricorsi di diverse realtà di 12 Stati americani, tra cui, dal mondo del vino, la newyorkese Vos Selections, la reazione era prevedibile. Ma non era prevedibile l’imposizione di nuove tariffe passate, in poche ore, dal 10% al 15% - stavolta, sulla base della sezione 122 del Trade Act del 1974, normativa con la quale il presidente americano può imporre tariffe fino al 15% per un massimo di 150 giorni ai Paesi che hanno “grandi e gravi” surplus nella bilancia dei pagamenti - gettando letteralmente il mondo, già alle prese con la “guerra commerciale” iniziata dal tycoon con il “Liberation Day” un anno fa, ancora più nel caos e riaprendo un periodo - che non possiamo sapere quanto durerà - di totale incertezza sui mercati e nel commercio mondiale. Di certo, nel momento in cui WineNews scrive, c’è che da domani, 24 febbraio, scatta lo stop alla riscossione dei dazi dichiarati illegali dalla Corte Suprema come ha anticipato l’U.S. Customs and Border Protection, l’agenzia statunitense per la protezione delle dogane e delle frontiere (alle ore 00:01 locali, le 6.01 italiane).
Sempre domani, l’Eurocamera si prepara a rinviare il voto sulla possibile ratifica sull’intesa commerciale Usa-Ue previsto in Commissione Commercio Internazionale. “La sentenza sui dazi della Corte Suprema degli Stati Uniti è un segnale positivo per lo stato di diritto. I giudici hanno dimostrato che nemmeno un presidente degli Stati Uniti può operare in un vuoto giuridico. Sono state imposte barriere legali, l’era dei dazi illimitati e arbitrari potrebbe ora volgere al termine”, ha scritto su X il presidente della Commissione Commercio Internazionale dell’Eurocamera Bernd Lange, che ha convocato, per oggi, una riunione straordinaria del team negoziale del Parlamento Ue sull’accordo Turnberry.
“La linea dell’Italia è quella di lavorare insieme all’Europa e ai nostri partner per far sì che si mantengano gli impegni e soprattutto la nostra preoccupazione è quella di rassicurare tutte le imprese italiane che esportano. Ecco perché finita la riunione del G7 Commercio Internazionale, dove ascolteremo quello che diranno gli americani, riunirò la task force dazi - ha detto vicepremier e Ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, da Bruxelles - saranno in presenza a Roma, o collegate, decine e decine di imprese e di organizzazioni imprenditoriali alle quali daremo tutte le informazioni, perché in questo momento è importante rassicurare il nostro mondo imprenditoriale. Le guerre commerciali non servono a nessuno, noi difenderemo certamente i nostri interessi e le nostre scelte con serietà, con fermezza, ma anche confidando molto nel lavoro del Commissario Maros Sefcovic (il Commissario Ue per il Commercio, ndr), che ha raggiunto un ottimo risultato con l’accordo del famoso 15% ed è un interlocutore credibile e rispettato anche negli Stati Uniti”.
Intanto il vino e tutto l’agroalimentare europeo e made in Italy stanno alla finestra per capire cosa succederà nel suo primo mercato mondiale, in cui i dazi (al 15%, tutt’ora in vigore), insieme al cambio euro-dollaro, hanno pesato eccome, visto che, nei primi 11 mesi 2025, le esportazioni enoiche verso gli States sono diminuite del -8% in valore, a 1,62 miliardi di euro, e -5,7% in volume a 312,2 milioni di litri, e quelle agroalimentari nel complesso hanno azzerato la crescita registrata negli anni scorsi con un calo del -5% a valore, chiudendo il 2025 a 7,5 miliardi di euro. E con il rischio concreto che, come già successo ad inizio 2025, in un quadro di grande incertezza, tutto si fermi ancora una volta, in attesa di novità, come ha detto, oggi, in un’intervista a WineNews, Paolo De Castro, presidente Nomisma, per il quale lo “shock” dei nuovi dazi potrebbe “indurre gli importatori a non fare ordini”, mentre, Matteo Zoppas, intervistato sempre oggi, si dice “sorpreso se ci fossero già delle risposte ferme e decise perché non dipendono da noi, dipendono naturalmente dalle interpretazioni delle norme che ancora non sono chiare nel territorio degli Stati Uniti”.
Un grande caos - sui cui possibili effetti si erano già espresse, nei giorni scorsi, le principali organizzazione di filiera italiane - nel quale c’è anche la questione rimborsi dei dazi imposti da Trump secondo lo Ieepa e ora illegali, agli importatori e rivenditori che operano in Usa (1.500 imprese avevano già presentato istanze di rimborso e 300.000 importatori hanno pagato i dazi), non affrontata dalla Corte Suprema americana, lasciandola alle corti di grado più basso. Dazi che sono già stati scaricati sui consumatori finali, e perciò difficilissimi da recuperare, mentre, ad oggi, secondo gli economisti, il Tesoro americano ha raccolto qualcosa come 175 miliardi di dollari. Se così fosse, sempre secondo gli esperti, ci vorranno anni visto che probabilmente si procederà caso per caso.
Sul fronte degli accordi commerciali, gli osservatori ritengono che cambierà poco almeno nel breve periodo. I governi stranieri sono, infatti, troppo preoccupati da possibili vendette della Casa Bianca qualora decidessero di non rispettare gli impegni presi. Una tesi che vale soprattutto per l’Unione Europa, dove la partita commerciale si incrocia con quelle dell’Ucraina, della Nato e della Groenlandia. In ogni caso la bocciatura costringerà la Casa Bianca a muoversi con maggiore cautela, in parte perché l’immagine del Presidente è stata intaccata da una sentenza che ne ha limitato i poteri e inflitto un colpo alla sua credibilità.
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026
















































































































































































