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Sostegno alimentare e inclusione sociale, il “modello italiano” supera il miliardo di euro di aiuti

I numeri dei Ministeri del Lavoro e dell’Agricoltura: il progetto abbraccia oltre 10.000 enti no profit ed ha aiutato 2,3 milioni di persone
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Il “modello italiano” supera il miliardo di euro di aiuti alimentari

Aiuti alimentari e inclusione sociale sono un “modello italiano” frutto di 1,1 miliardi di euro, risorse distribuite tra il 2021 e il 2027 per il contrasto della grave deprivazione materiale (di cui 830 milioni di euro in arrivo dal Fondo sociale europeo - Fse e 280 milioni di euro dal Fondo nazionale), per oltre 80.000 tonnellate di cibo distribuito, 2,3 milioni di persone aiutate, con un contributo importante arrivato dal terzo settore con 7 organizzazioni nazionali partner, 500.000 volontari, oltre 10.000 enti no profit per la distribuzione. Se ne è parlato ad “Aiuti alimentari e inclusione sociale: il modello italiano”, evento che si è svolto, nei giorni scorsi, al Parco del Foro Italico a Roma, alla presenza del Ministro del Lavoro, Marina Calderone, del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e del Viceministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria Teresa Bellucci. Un confronto istituzionale e operativo sulla filiera italiana degli aiuti alimentari promosso dai Ministeri del Lavoro e dell’Agricoltura, in preparazione della prima Presidenza Italiana della Community of Practice (CoP) on Material Support.
Peculiarità del modello italiano è la solida alleanza tra le istituzioni e oltre 10.000 enti del Terzo Settore, volta non soltanto alla distribuzione gratuita di beni di prima necessità, ma alla costruzione di percorsi personalizzati di inclusione attraverso misure di accompagnamento sociale. Una strategia integrata che punta a costruire una rete di supporto concreta e duratura, fondata sul principio di sussidiarietà.
“La nostra sfida è trasformare l’aiuto alimentare in opportunità di inclusione - ha affermato il Ministro del Lavoro, Marina Calderone - e il successo di questo nostro approccio dipende da tanti fattori, ma soprattutto dalla capacità di lavorare insieme: enti centrali e territoriali, organizzazioni del Terzo Settore e volontari. La solidarietà, infatti, non è solo un dovere morale, ma può essere la chiave affinché il buon cuore nell’incontro con la competenza degli operatori diventi un servizio per la persona”.
Per il Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, l’iniziativa, “dimostra l’importanza del lavoro condiviso tra istituzioni, volontariato e mondo produttivo per raggiungere obiettivi che altrimenti sarebbero di difficile raggiungimento. Il nostro obiettivo non è semplicemente distribuire cibo, ma garantirlo di qualità a tutti: un modello che unisce inclusione sociale, salute e sostegno alle filiere produttive italiane. Aiutare chi è in difficoltà significa creare le condizioni per superare la povertà, rafforzando al tempo stesso lavoro, produzione e le comunità”.
I numeri del progetto, per il Viceministro del Lavoro, Maria Teresa Bellucci, “testimoniano la filiera italiana degli aiuti alimentari, in cui il sostegno materiale non è più fine a sé stesso, ma segna l’inizio di un percorso di recupero dell’autonomia e di inclusione sociale e lavorativa, in sinergia con i territori, il privato sociale e i servizi pubblici. Questo è il modello italiano che vogliamo raccontare anche in Europa, per essere esempio di come arrivare a ciascuno e non lasciare nessuno indietro”.

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