Cresce l’innovazione nell’agricoltura italiana, spinta dall’ingegno di 49.000 imprese agricole under 35 attive , capaci di garantire prodotti di alta qualità che contribuiscono in maniera significativa ai primati del made in Italy a tavola. A guidarle, giovani agricoltori italiani che “valgono” il doppio della media Ue, con la produttività degli under 35 che raggiunge 4.800 euro a ettaro, contro i 2.500 dei colleghi europei, secondo il Centro Studi Divulga. Ma le giovani imprese vincono anche per la capacità di affrontare gli shock energetici e le speculazioni legate ai conflitti , dall’Ucraina all’Iran: oltre un’impresa su 3 (35%) ha investito in innovazioni per tagliare consumi di fertilizzanti, acqua ed energia, bilanciando sostenibilità, riduzione costi e indipendenza da forniture esterne, stando il primo Censimento sulla maturità digitale delle aziende agricole del Polo innovazione Agricoltura Digitale di Coldiretti Next. A livello assoluto, le regioni leader per numero di imprese agricole giovanili sono Sicilia (5.900 aziende), Puglia (4.900 aziende) e Campania (4.400 aziende), mentre guardando all’incidenza sul totale settoriale regionale, al top si piazzano Liguria, Basilicata e Valle d’Aosta, con circa il 10% ciascuna. Nel complesso, gli agricoltori under 35 si posizionano al terzo posto per numerosità, dietro solo al commercio al dettaglio (73.000 imprese) e costruzioni (60.000), ma davanti a ristorazione (40.000) , imprese di servizi alla persona (33.000), commercio all’ingrosso (29.000) e settore manifatturiero (23.000). È la fotografia scattata da Coldiretti in occasione della consegna degli “Oscar Green” 2026, oggi a Palazzo Rospigliosi a Roma, edizione n. 20 del premio di Coldiretti Giovani Impresa ad aziende e start up che generano sviluppo e lavoro, alla presenza del Ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, e del vice direttore Fao, Maurizio Martina. E secondo la quale, guardando al futuro, anche l’occupazione under 35 nei campi invia segnali incoraggianti: il settore agricolo è l’unico che nel 2025 ha visto una crescita dei giovani lavoratori: +6% rispetto al 2024, ma se si considerano i soli contratti a tempo indeterminato, l’aumento è del +19%. Di contro, l’industria perde il 5% degli under 35, le costruzioni l’1%, commercio, alberghi e ristoranti il 2% e lo stesso gli altri servizi.
Il “Premio Campagna Amica”, consegnato dal presidente Ismea Livio Proietti, è stato assegnato a Noemi Cimonetti, ideatrice del progetto di pet therapy realizzato nella sua azienda in Trentino, L’Arca di Noemi. Qui la terapia assistita con gli animali viene praticata con esemplari abbandonati e poi recuperati, creando un’esperienza che unisce accoglienza, benessere e relazione con i cittadini. Un esempio di agricoltura sociale in cui gli animali che nessuno voleva diventano strumenti di cura, capaci di generare relazioni inclusive e significative. La categoria “+Impresa”, il cui premio è stato consegnato dall’ad Gse Vinicio Vigilante, è stata vinta da Giulio Rinaldi, che con la sua azienda agricola Lumiluna porta avanti da anni il recupero di vigneti abbandonati in Umbria. In 10 anni sono stati restaurati 7 ettari di vigne, riportati in produzione e trasformati in vini di qualità. Un lavoro che consente di salvare un patrimonio vitivinicolo, preservare il carattere del territorio e custodire saperi e sapori della tradizione. Il “Premio Impresa digitale e sostenibile”, consegnato da Cesare Trippella, direttore Eu Value Chain & External Engagement Philip Morris Italia, è andato a Stefano Bondielli, floricoltore toscano che ha sviluppato una serra intelligente capace di gestire in modo autonomo le condizioni ideali per le piante. Attraverso una centralina tecnologica vengono regolati luce, aria, temperatura e irrigazione, anticipando i cambiamenti climatici e ottimizzando i consumi. Un sistema innovativo in cui tecnologia, uomo e natura lavorano insieme per coltivare il futuro. Il direttore Agea Fabio Vitale ha premiato la categoria “Coltiviamo Insieme”, vinta da Federico Mencaroni, che ha dimostrato come anche dagli scarti possa nascere nuovo valore. Nella sua azienda nelle Marche gli scarti della vinificazione vengono trasformati in biocellulosa, un materiale utilizzabile per produrre carta, bioplastiche e gel biomedicali impiegati in diversi settori, dalla medicina alla cosmetica. Un esempio concreto di economia circolare applicata all’agricoltura. Infine Michele Falce, responsabile Area Produzioni e Servizi Agricoli Novamont, ha premiato la categoria “Agri Influencer”. Il riconoscimento è andato a Emily Turino, che ha trasformato un sogno personale in un progetto capace di generare partecipazione e valore per il territorio. Originaria del Connecticut, ha creato in Campania il più grande giardino di zucche d’Europa: un’esperienza immersiva legata all’autunno e ad Halloween, cresciuta grazie ai social e oggi capace di attirare visitatori da tutta Italia.
Un’occasione per evidenziare la capacità di resilienza e innovazione dei giovani agricoltori italiani che le venti edizioni del premio “Oscar Green” hanno contribuito in maniera decisiva a portare sotto i riflettori, con 15.000 esperienze imprenditoriali raccontate dal 2006 ad oggi. “In questo periodo di grande incertezza e di instabilità geopolitica, i giovani agricoltori si mostrano ancora una volta resilienti rivendicando la propria centralità nella società grazie anche alla capacità di innovare, tanto nella produzione quanto nei servizi alla collettività - ha affermato il delegato nazionale Coldiretti Giovani Enrico Parisi - abbiamo una grande responsabilità, quella di produrre cibo di alta qualità accessibile a tutti. Ma per fare questo, ci servono politiche adeguate che promuovano il ricambio generazionale, l’accesso al credito e alla terra, oltre ad abbattere la burocrazia, che resta il principale ostacolo oggi nella gestione d’impresa”.
“È necessario garantire risorse per favorire l’evoluzione tecnologica nelle nostre aziende agricole, dove i giovani incarnano l’avanguardia di questo processo - ha evidenziato il presidente Coldiretti Ettore Prandini - un impulso all’innovazione che si lega sempre più strettamente alle soluzioni tecnologiche per la gestione dei dati, l’impiego di droni e l’integrazione di sensori, satelliti e informazioni digitali. Proprio grazie alla spinta di Coldiretti, l’Italia è tra i primi Paesi a poter utilizzare i droni in agricoltura e questo rappresenta una grande evoluzione per il settore agricolo, poiché accompagna anche le aziende giovani nell’impegno per la riduzione dell’utilizzo dei principali input produttivi”.
“Se oggi possiamo celebrare vent’anni di “Oscar Green” è anche grazie alla legge di orientamento, che ha aperto la strada alla multifunzionalità delle imprese agricole, permettendo di trasformare, vendere direttamente e creare nuove opportunità economiche nei territori. Uno degli strumenti chiave con l’innovazione per rafforzare la resilienza delle imprese agricole in una fase segnata da forti tensioni internazionali e instabilità economica”, ha sottolineato il segretario generale Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, richiamadno il contesto internazionale segnato anche degli impatti della guerra in Medio Oriente, con ripercussioni dirette sui costi energetici, sulle materie prime e sulla stabilità dei mercati. “La mia generazione non ha mai dovuto confrontarsi con una guerra così vicina. Oggi invece i giovani imprenditori agricoli devono fare i conti con un clima di incertezza globale che pesa sulle imprese e sulle famiglie. La loro intelligenza, creatività e passione sono la vera forza dell’agricoltura italiana. In un momento di grande incertezza internazionale, continuare a investire nel settore significa costruire resilienza economica, sociale e alimentare”, ha concluso.
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