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Il vigneto francese perde valore nel 2025: 171.400 euro all’ettaro (-2,9%), crolla Bordeaux

Il report by Safer: giù le valutazioni per Pauillac (-32%) e Margaux (-43%), tiene la Champagne (+0,9%), cresce la Borgogna (+3,9%)
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La media del valore di un ettaro di vigneto in Francia è di 171.400 euro (ph: Ai)

La crisi del vino che attraversa la Francia, ormai un fenomeno strutturale, a livello complessivo, con territori in difficoltà profonda (ieri, dopo la proroga, si sono chiuse le richieste per la campagna di distillazione di crisi), si riflette anche nel valore dei vigneti che, nel 2025, sono scesi rispetto al 2024. Al contrario della compravendita dei vigneti, che, a livello di “contratti”, ha riscontrato una crescita. Un valore, quello dei terreni vitati, in calo quasi ovunque ad eccezione, principalmente (ma non solo), di terroir ad alta vocazione come sono la Champagne e la Borgogna, confermando una tendenza già in atto nel 2024. Il gettito delle transazioni resta, comunque, decisamente importante, e in questo caso è in crescita, a 1,65 miliardi di euro (+16,3%), in quella che è la prima potenza enoica mondiale in valore. È il quadro di sintesi dell’ultimo report dell’agenzia specializzata Safer che parla, per il 2025, del valore di un ettaro di vigna a denominazione, in Francia, che è sceso, in un anno, del -2,9% (dopo il -1,1% nel 2024 sul 2023), a 171.400 euro di media, ma che sarebbe di 87.400 euro (nel 2024 era 93.800 con una evoluzione negativa, nel 2025, del -6,8%) se dal totale si “scorpora” il dato dello Champagne che ovviamente ritocca, e di non poco, il valore verso l’alto. Le transazioni di vigneti hanno interessato 19.000 ettari (+0,5%) e, nel 2025, il 2,52% di superficie vinicola francese è passata di mano.
Analizzando i singoli territori, la regione di Bordeaux-Aquitaine, registra un “tonfo” evidente con la media del valore dei vigneti scesa del -23,8% sul 2024 (che già segnava un -18,4%) per una cifra media di 77.100 euro ad ettaro. Colpiscono i numeri di mercato delle denominazioni più prestigiose con prezzi che crollano toccando 1,7 milioni di euro ad ettaro a Pauillac (-32%) e 800.000 euro all’ettaro a Margaux (-43%). Bordeaux continua, quindi, la sua crisi profonda, in una lunga fase caratterizzata da estirpazioni e discese di valore. Cambia il discorso nella Champagne nonostante il 2025 non sia stato complessivamente felice per le esportazioni delle bollicine francesi. Qui la media del valore dei vigneti è, però, cresciuta leggermente (+0,9%) sul 2024 (ma con un balzo inferiore dell’anno precedente) per un risultato di 1,13 milioni di euro ad ettaro, in media seppur con delle differenze: la prestigiosa zona della Côte des Blancs sfiora 1,7 milioni di euro ad ettaro (+3%), nell’Aube, invece, la media è di 947.000 euro all’ettaro (stabile sul 2024). In generale, guardando ai territori più importanti del vino francese, nella zona che comprende Borgogna, Beaujolais, Savoia e Jura, il prezzo medio di un ettaro di vigna sale del +3,9% (era +11% nel 2024) a 307.500 euro. Qui spicca la Côte-d’Or con il vigneto a 1 milione di euro all’ettaro di valore (+5%), con una moderata crescita per i vigneti dedicati ai vini bianchi nella Côte de Beaune (+3%) e nella Côte de Nuits (+3%), confermando un trend complessivamente stabile, ma ancora in rialzo. Ma anche le denominazioni di vino rosso nella Côte de Beaune hanno registrato un aumento significativo (+20%), un fenomeno che si riflette anche nei vini rossi Premier Cru (+11%). Cala l’Alsazia che scivola a 110.700 euro all’ettaro (-5,4%); nella Valle del Rodano e in Provenza la situazione è più stabile (-1%, a 58.100 euro ad ettaro). Calo lieve anche per il Languedoc-Roussillon (-0,2%, a 14.300 euro), frana il Sud-Ouest (-28,1%, a 10.300 euro), mentre va in positivo laValle della Loira (+3%, a 52.600 euro).
Nella Bourgogne-Beaujolais-Savoie-Jura si è registrato il valore più alto nelle transazioni nel 2025: 579 milioni di euro, +73,7%, pari a 1.220 transazioni per 1.310 ettari di superficie. Lo Champagne ha avuto, sempre nel 2025, 1.020 transazioni, ma su superfici inferiori (210 ettari) per un valore di 207 milioni di euro (+1,2%).
L’analisi fatta da Thierry Bussy, presidente Fédération Nationale des Safer, non lascia spazio all’ottimismo: “il mercato dei vigneti è “fermo”. Quasi 30.000 ettari (in Francia, ndr) sono stati estirpati e altrettanti lo saranno presto. Questa crisi non è temporanea. Riflette una profonda ristrutturazione dell’intero settore, sotto la pressione dei mercati globali e dell’evoluzione dei modelli di consumo. È in gioco il futuro delle nostre aree di produzione: come possiamo sviluppare le nostre regioni in questo contesto e quali tipologie di produzione garantiranno il futuro di questi terroir?”. Domande che, al momento, sembrano restare in sospeso, in attesa di tempi migliori.

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