Proviene dal Monte Amiata il Gin Amiata, e precisamente dal paese di Castel del Piano che si trova sul versante settentrionale del vulcano spento. E la montagna qui c’è davvero ovunque: nel gin stesso, prodotto con la distillazione del ginepro insieme all’abete bianco, simbolo dell’Amiata, radici di angelica e timo; nel tappo, ottenuto da legno di faggio (famose sono le faggete della montagna, che ad ogni stagione regalano sfumature di colori mozzafiato); nell’etichetta, con il simbolo che rappresenta la croce della vetta amiatina, due abeti bianchi e il Nibbio Reale (uccello reintrodotto in zona nel 2007), messi sullo sfondo del paesaggio montano al tramonto, in affaccio sulla Val’d’Orcia; nei produttori, che sono Valerio Sbrolli e Giulia Ferrazzani, soci proprietari del ristorante Lo Chalet sull’Amiata stessa. Incredibilmente fresco al naso, profuma di abete, fiori di timo, elicriso, con note agrumate e leggermente iodate; il sorso inizialmente morbido, sprigiona forte balsamicità da erbe aromatiche e lunga gentilezza floreale finale.
(ns)
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