In uno scenario internazionale complesso, tra incertezze geopolitiche, mercati consolidati ed emergenti, consumi che cambiano e consumatori da conquistare, il mondo del vino italiano riflette sulle sfide del futuro con alcune delle sue voci più autorevoli, come Piero Antinori, Angelo Gaja, Sandro Boscaini e Fausto Maculan, con le sue denominazioni più famose ed amate nel mondo, come il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, e con i vini ed i vitigni del momento, come i “diversi volti” del Pinot. Insomma, riunendo il “gotha” del settore, come farà “VinoVip Cortina” 2026, edizione n. 15 del summit biennale ad alta quota della rivista “Civiltà del Bere”, che, il 12 ed il 13 luglio, torna a Cortina d’Ampezzo, la “perla delle Dolomiti”, meta per eccellenza delle vacanze in Italia tra le Tofane, le vette più belle d’Europa, Patrimonio Unesco.
Immergersi nello spettacolo della natura delle montagne italiane è sempre un’esperienza unica, come salire sulle Dolomiti per assaggiare grandi vini in una vera e propria “degustazione di paesaggio”, ed incontrare 54 celebri cantine italiane - da Marilisa Allegrini a Marchesi Antinori, da Argiolas a Banfi, da Bellavista a Berlucchi Franciacorta, da Bortolomiol a Cesarini Sforza (Cavit), da Il Colombaio di Santa Chiara a Costa Arènte, da Marco Felluga a Russiz Superiore, da Fèlsina alle Tenute Folonari, da Fontanafredda a Fonzone, da Nino Franco ad Isole e Olena, da Kettmeir e Lamole di Lamole (Herita Marzotto Wine Estates) a Cantine Lvnae, da Maculan a Masciarelli, da Masi Agricola a Mezzacorona, da Monte Zovo a Pasqua Vini, da Pio Cesare a Planeta, da PuntoZero a Ruggeri, dalla Tenuta San Guido a Sartori di Verona, da Tedeschi a Terlano, da Tinazzi a Tommasi, dalla Cantina Tramin ad Umani Ronchi, da Varvaglione 1921 a Velenosi, da Villa Sandi a Vite Colte e Zorzettig, per citarne solo alcune - per analizzare il presente ed il futuro del vino italiano.
A “VinoVip Cortina” 2026, ad aprire il dibattito, il 12 luglio all’Alexander Girardi Hall, sarà il talk show “I tenori del vino italiano”, un dialogo con Piero Antinori, guida storica della Marchesi Antinori, che rappresenta una dinastia unita da oltre 600 anni di storia, a cui si deve la celebre “revisione del Chianti” e l’intuizione che portò alla nascita del Tignanello nel 1971, posizionando l’azienda come riferimento mondiale della qualità; Angelo Gaja, il rivoluzionario del Piemonte che, entrato giovanissimo nell’azienda di famiglia fondata nel 1859, ha introdotto tecniche di vinificazione innovative che lo hanno consacrato come “re” indiscusso del Barbaresco, espandendo poi il successo anche a Montalcino e Bolgheri; Sandro Boscaini, noto come “Mister Amarone”, alla guida di Masi Agricola dal 1978, che ha saputo internazionalizzare la Valpolicella unendo una visione commerciale strategica alla valorizzazione culturale del territorio delle Venezie; e Fausto Maculan, il pioniere istrionico di Breganze che fin dagli Anni Ottanta ha guidato una rivoluzione nella propria cantina studiando i modelli esteri e sperimentando senza sosta, la cui personalità trascinante e i vini d’eccellenza lo hanno portato a confrontarsi con i più grandi nomi della critica e della ristorazione, rendendo la sua vita un affascinante spaccato della storia del gusto degli ultimi 50 anni. E nel quale si parlarà dell’evoluzione del comparto e dei mercati, dei punti fermi e delle mode destinate a passare. A seguire, sarà consegnato il Premio Khail 2026, il riconoscimento intitolato a Pino Khail, fondatore di “Civiltà del Bere”, oggi guidata da Alessandro Torcoli, e destinato a una personalità che si è distinta nella valorizzazione del vino italiano a livello internazionale, assegnato, nelle precedenti edizioni, a figure di riferimento del settore come Marina Cvetic, alla guida della storica cantina Masciarelli in Abruzzo, Attilio Scienza, tra i massimi esperti di viticoltura, ed a Luigi Moio, vice presidente Oiv, l’Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino (è già presidente), professore di Enologia all’Università di Napoli Federico II e produttore con la cantina Quintodecimo in Irpinia. Quindi, nel foyer dell’Alexander Hall, ci sarà una degustazione con il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Docg, introdotta da Diego Tomasi, direttore del Consorzio.
Il 13 luglio, lo storico Hotel De La Poste ospiterà il focus “I tre volti del Pinot e le loro espressioni”: un viaggio tecnico tra Pinot Bianco, Pinot Grigio e Pinot Nero, raccontati attraverso territori e interpretazioni stilistiche. Dopo un’introduzione al tema, si proseguirà con un walk-around tasting per assaggiare alcune rinomate o innovative versioni dei tre vitigni. A seguire, come da tradizione, l’evento clou di “VinoVip” sarà il “Grand Tasting” che si trasferisce allo Chalet Tofane, una dei luoghi più panoramici di Cortina, dove appassionati ed addetti ai lavori potranno assaggiare le etichette più iconiche del nostro Paese, raccontate direttamente dai produttori che ne hanno firmato il successo.
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