Un vino importante, il Ludi di Velenosi, come preannuncia il peso specifico della bottiglia una volta sollevata. Intensa e speziata, l’annata 2020 rivela note scure di sottobosco e amarena sotto spirito, incenso e goudron; rinfrescando leggermente il vino, emergono note floreali e di arancia rossa, con ricordi di pepe verde e foglia di pomodoro. In bocca il tannino è levigato, la freschezza è agrumata e astringente, la sapidità e l’alcol danno invece spessore, mentre il sapore è tutto rivolto ala frutta rossa, ai fiori e alle spezie, con lievi note amaricanti finali. Ludi come gioco (dal latino Ludus), vuole essere un invito al piacere e alla convivialità (come rimarcano i 4 danzatori dorati in etichetta, ispirati dai Danzatori di Matisse). Siamo a Offida, nella Docg di confine delle Marche con l’Abruzzo: qui si trovano la maggior parte dei vigneti di Velenosi, fra i comuni di Ascoli Piceno, Castorano, Monsampolo del Trento e Castel di Lama. Due sono però gli sconfinamenti: uno in Abruzzo, con filari ad Ancarano a Terni; l’altra nelle stesse Marche, ma più a nord, nella Docg dei Castelli di Jesi in zona San Marcello. In totale sono 150 gli ettari che cura la cantina fondata da Angela ed Ercole Velenosi nel 1984 e che oggi produce oltre 2 milioni di bottiglie. Nell’ultimo lustro sono entrati in amministrazione anche il figlio Matteo (fra vigna e cantina) e la figlia Marianna (per la comunicazione).
(ns)
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