Lo Chablis 2025 profuma di lime, bergamotto, frutta a polpa gialla, erbe aromatiche e fiori di mimosa, con tocchi iodati e di pietra focaia. In bocca il sorso è fresco e decisamente sapido, dalla progressione vivace e dal lungo finale croccante e dai toni ancora agrumati, con intrigante chiusura su rimandi che sanno di zenzero. È una storia familiare molto lunga quella che lega i Séguinot-Bordet allo Chablis, che inizia nel 1590 e senza interruzioni arriva ai giorni nostri, tanto da rendere la cantina con sede nel piccolo borgo di Maligny, una delle realtà produttive fra le più antiche dell’areale. Lungo la sponda destra del torrente Sereine, si distribuiscono i 25 ettari a vigneto dell’azienda, tutti coltivati a Chardonnay - ottenuti da selezioni massali e con ceppi che raggiungono anche il secolo di vita - e piantati su suoli di origine lagunare, dal substrato argilloso e calcare. Un patrimonio viticolo costruito soprattutto dopo la seconda Guerra Mondiale grazie a Roger Séguinot, nonno dell’attuale proprietario Jean-François Bordet, che sta continuando a produrre vini dallo stile ben profilato e particolarmente leggibile nei suoi rimandi minerali. La produzione, evidentemente, si concentra sullo Chablis, con i Grand Cru Les Preuses e Vaudesir - tra i migliori Climat dell’intera denominazione - a rappresentare l’apice della piramide qualitativa della gamma delle etichette aziendali.
(are)
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