Dopo l’edizione “astemia” del 2022 in Qatar con la birra vietata dentro agli stadi e il consumo fuori dagli impianti già di per sé osteggiato dalla Sharia, principale fonte legislativa del Paese, il Mondiale 2026 in Usa, Canada e Messico, anche a detta degli analisti, potrebbe diventare uno dei momenti di marketing più importanti per l’industria degli alcolici degli ultimi anni. Mentre, infatti, le squadre si affrontano in campo, fuori si consuma un altro Mondiale: quello delle birre americane, della tequila messicana, del whisky scozzese, ma anche del vino “capitanato” dal francese Champagne con il Brut Réserve Nv di Taittinger, “Official Champagne” dei Campionati del Mondo.
Un anno fa Gallup, storica società di ricerca, stimava che, proprio negli Usa, la percentuale di adulti che consumano alcol è scesa al 54%, il valore più basso degli ultimi 90 anni. Non a caso, tra i marchi prodotti da Ab InBev, “Official beer sponsor” del Mondiale, storico partner Fifa e “colosso” del settore (con Diageo invece, “Official spirits supporter” con le tequila Casamigos e Don Julio, il whisky scozzese Buchanan’s e Johnnie Walker e la vodka Smirnoff), in molti, per la rassegna iridata, stanno promuovendo in questi giorni birre analcoliche come la Corona Cero (già prima birra sponsor globale dei Giochi Olimpici fino al 2032), la Budweiser Zero e la Michelob Ultra Zero che, peraltro, “firma” il premio Mvp che in ogni partita viene assegnata al miglior giocatore del match: il “Michelob Ultra Superior Player of the Match”.
Ma il Mondiale di Calcio può essere una leva anche per rilanciare la birra tradizionale: tanto che, mentre nel Regno Unito si stima che, nel primo trimestre 2026, hanno chiuso due pub al giorno, lo stesso Governo inglese ha fornito un “assist” al settore con un’estensione degli orari di apertura dei tradizionali locali inglesi, dagli eventuali sedicesimi fino alle finali, quando giocheranno Inghilterra e Scozia, le due Nazionali britanniche impegnate in Usa, Canada e Messico. In base alle nuove disposizioni, i pub potranno restare aperti fino all’1 di notte per le partite che iniziano tra le ore 17 e le 21, e fino alle 2 di notte per i match in programma tra le ore 21 e le 22. Similmente, in Ecuador, il presidente Daniel Noboa ha annunciato la sospensione temporanea della tassa sugli alcolici sulle “bevande di moderazione“, compresa la birra (ma anche vino, Prosecco e liquori a bassa gradazione), per la durata del torneo. A New York il sindaco Zohran Kwame Mamdani ha lanciato, invece, il “Five Borough Winners Special”: fino alla finale del 19 luglio, 600 tra bar, ristoranti e chioschi dei 5 distretti (Bronx, Brooklyn, Manhattan, Queens e Staten Island) offrono menù e bevande a soli 26 dollari, con la possibilità per i consumatori di avere opzioni di ristorazione a prezzi accessibili per tutta la durata del torneo e anche di acquisire punti, nei locali aderenti all’iniziativa, per provare a vincere addirittura i biglietti per la finalissima al MetLife Stadium.
Appuntamento dove, secondo i bookmakers, è probabile che ci sia almeno una, se non entrambe, le rappresentative calcistiche di un Paese produttore di vino: le favorite sono, infatti, Francia e Spagna, seguite da Inghilterra, Brasile, Portogallo, Argentina e Germania. Ma ben hanno figurato nella gara d’esordio a Los Angeles, vincendo 4-1 contro il Paraguay, anche gli Stati Uniti padroni di casa che nella seconda giornata del Mondiale saranno impegnati in una sorta di “derby dei vini del Nuovo Mondo” contro l’Australia (il 20 giugno a Seattle, ndr). Tra gli altri “scontri diretti” tra Paesi produttori anche Inghilterra-Croazia del 17 giugno, Argentina-Austria del 22 giugno, Svizzera-Canada del 24 giugno e l’intrigante Uruguay-Spagna del 27 giugno, con gli uruguagi che recentemente hanno dichiarato la viticoltura “cultura vivente del Paese da promuovere in tutto il mondo”, e gli spagnoli che nel 2026 sono, invece, alle prese come l’Italia con una flessione in materia di export, ma con la soddisfazione quantomeno per gli iberici, a differenza nostra, di partecipare ai Mondiali di Calcio. Con la prospettiva, infine, per la Francia, di festeggiare come nel 2018 in Russia con le “bollicine di casa” dello Champagne.
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