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EDITORIALE

Franciacorta, oggi

Un mercato che ha ripreso la corsa dopo la pandemia (nel 2021 le vendite di Franciacorta hanno superato i 20,3 milioni di bottiglie, a +15,5% sul 2019, con una quota export del 10,3%: numeri confortati da una partenza ancora migliore nel primo trimestre 2022, a +45,1% sullo stesso periodo del 2021) ed un futuro che è fatto sempre di più di investimenti in sostenibilità, finalizzata alla crescita della qualità dell’ambiente e dei vini: è lo stato di salute del Franciacorta, territorio tra i più prestigiosi della spumantistica italiana che, dopo aver vissuto un 2021 da record e con un avvio di 2022 ancora migliore, non ha mollato di un centimetro tutti suoi progetti, anche culturali. Il cda del Consorzio ha riconfermato alla presidenza Silvano Brescianini (Barone Pizzini) e ha nominato come nuovo amministratore delegato Simona Luraghi, manager con carriera consolidata in importanti aziende multinazionali. Il primo obbiettivo al centro della strategia consortile resta la sostenibilità con il lavoro più interessante, quello sulla biodiversità funzionale, in corso da una decina di anni, per capire quali forme di vita ci sono, come creare presupposti per salvaguardarle ed incrementarle e per capire come le loro interazioni possono migliorare la qualità dei suoli e dei vini di Franciacorta. Ma ci sono anche il progetto “Zonazione 3.0” (un aggiornamento del lavoro degli anni ‘90, che sarà una zonazione con maglie più strette, costruita anche con i dati sul clima e sulla biodiversità) e l’operazione sull’Erbamat una varietà che ha le caratteristiche per andar ad apportare, nel taglio dei vini, freschezza ed eleganza, con in più la storia di un vitigno che era già presente sul territorio cinque secoli fa. Partner di questo progetto varietale l’Università di Milano per un lavoro lungo (già iniziato da dieci anni) che potrà trovare la parola fine soltanto tra 15-20 anni.

(fp)

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