Terra di mare, di cultura, di menti geniali, come quella di Federico Fellini, di buon cibo e anche di buon vino, “pop” per vocazione, che nasce dal “magico incontro” tra la brezza adriatica ed i vigneti, per un connubio wine & food tra i più versatili dell’Italia. Rimini, iconica città della Romagna, anche sul versante vitivinicolo, ha sempre accettato nuove sfide, con uno sguardo contemporaneo e attento al mondo e alle abitudini che stanno cambiando. Interpretare il presente senza rinunciare alla propria identità è la “strada maestra” per il nuovo percorso della Rimini Doc, premiata come “migliore area vitivinicola” italiana 2026, e che, “dopo aver trasformato la Rebola (una delle espressioni più autentiche del Grechetto Gentile, oggi registrato ufficialmente come Pignoletto, testimonianza della lunga tradizione viticola dell’Emilia-Romagna) in uno dei simboli del territorio, rilancia oggi una nuova, e al tempo stesso antica, interpretazione del Sangiovese attraverso il progetto del “Sangiovese brinato”: un ritorno alla tradizione capace di rispondere alle nuove abitudini di consumo”, spiegano dalla denominazione Rimini Doc che ricade sotto il cappello del Consorzio Vini di Romagna.
Innovare senza inventare ma omaggiando la storia, è, quindi, il messaggio che arriva. Più che una scommessa, il Sangiovese brinato appare come una presa d’atto: d’altronde bere il vino rosso fresco d’estate è un tabù ormai sdoganato, come riportato da WineNews e in Romagna è qualcosa di ben noto. La tradizione romagnola racconta, infatti, che i pescatori, durante le uscite in mare, immergevano la bottiglia nell’acqua, legata a una corda, per accompagnare il brodetto con un vino piacevolmente fresco. Una volta riportata a bordo o sulle tavole di casa, la bottiglia appariva leggermente velata dall’umidità, quasi brinata. Da qui nasce il nome del progetto: non una nuova tipologia di vino, ma il recupero di un gesto che appartiene alla cultura del territorio e che oggi torna di sorprendente attualità. “Prima di inseguire grandi rivoluzioni, abbiamo scelto di riscoprire e valorizzare ciò che il nostro territorio ha sempre saputo fare, guardandolo con occhi nuovi. È da qui che nasce il nostro percorso: dalla Rebola al Sangiovese brinato”, ha affermato Massimo Lorenzi, coordinatore della Rimini Doc (e responsabile commerciale della Enio Ottaviani Vini e Vigneti, tra le cantine di riferimento della denominazione riminese).
In un periodo in cui il cambiamento climatico e le nuove abitudini di consumo sembrano allontanare i vini rossi dalla tavola estiva, la Rimini Doc sceglie una strada diversa: non cambia il vino, ma il modo di servirlo e di raccontarlo. “Il Sangiovese brinato - ha aggiunto Massimo Lorenzi - non è una moda, ma un modo diverso di raccontare un vino che fa parte della nostra storia. La tradizione può offrire risposte contemporanee alle nuove esigenze del consumo, senza rinunciare alla propria autenticità”. E all’insegna della “freschezza” delle idee nasce anche la collaborazione con Start Romagna, costruita attorno al simbolo degli 11 gradi: la temperatura di partenza del Sangiovese brinato e il numero della linea dell’autobus con il messaggio “Voi degustate, noi guidiamo”: “un’iniziativa che unisce promozione del territorio, consumo responsabile e mobilità sostenibile”, spiegano dalla Doc Rimini.
La condivisione è la parola chiave, come dimostra anche la scommessa vinta della Rebola con la produzione passata da 70.000 ad oltre 200.000 bottiglie, ma il traguardo più significativo, secondo la Rimini Doc, è il posizionamento conquistato. Oggi la Rebola è una presenza stabile nelle carte dei vini dei ristoranti di Rimini, Riccione, Misano Adriatico, Cattolica e dell’entroterra, proposta da aziende diverse e riconosciuta come uno dei vini identitari della Riviera: “il vero successo è aver costruito un’identità comune - ha detto Lorenzi - la Rebola ha smesso di essere il vino di pochi produttori per diventare il vino di un territorio. Quando una denominazione riesce a creare appartenenza, cresce il valore di tutti”. E ora, tocca alla riscoperta del Sangiovese Brinato.
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