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VERSO LA RIPARTENZA

L’enoturismo in Italia vale 2,65 miliardi di euro e incide per il 27% del fatturato delle cantine

I dati nel webinar de “Il Nuovo Enoturismo”, con la case history Lombardia. Magda Antonioli: “grandi ricadute economiche e sociali sui territori”
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L’enoturismo in Italia vale 2,65 miliardi di euro e incide per il 27% del fatturato delle cantine

L’enoturismo è una risorsa strategica per il Belpaese e intreccia due importanti volani dell’economia italiana, il turismo che vale il 13% del Prodotto Interno Lordo, e il settore vinicolo che pesa per 6,2 miliardi nelle esportazioni, con un fatturato di 2,65 miliardi di euro. I 15 milioni stimati di enoturisti che scelgono l’Italia come meta incidono per il 27% del fatturato delle cantine, e addirittura per il 36% per le altre attività della filiera turistica territoriale. Un settore importante anche perchè sostiene le comunità rurali, con 42 milioni di fatturato complessivo annuo.
Una forza testimoniata da tante case history, e sui cui punta forte anche la Lombardia, una Regione con una superficie vitata di oltre 22.000 ettari e una produzione di 1,3 milioni di ettolitri, dove l’enoturimo ha già trovato terreno fertile, ma ha ancora ampi margini di crescita.
Anche perchè è un turismo “ricco”: “mediamente, l’enoturista è disposto a spendere oltre 120 euro al giorno per un’esperienza nel mondo del vino, un valore che sta crescendo grazie anche all’attenzione dei consumatori che sempre più vogliono provare prodotti di qualità - sottolinea Magda Antonioli, pioniera dell’enoturismo italiano, vicepresidente European Travel Commission e consigliere Enit, l’Ente Nazionale per il Turismo in Italia - e questo ha un impatto molto importante non solo a livello economico, ma anche socio-culturale su tutto un territorio”. Messaggi emersi dal webinar “Enoturismo oggi, in Lombardia: sfide e opportunità”, promosso da Unioncamere Lombardia, a chiusura del progetto formativo “Il Nuovo Enoturismo: istruzioni per l’uso”, ciclo di incontri dedicati alla formazione degli operatori lombardi della filiera enoturistica, dai produttori agli operatori dell’accoglienza in albergo, B&B e della ristorazione, alle guide turistiche, alle agenzie di viaggi e ai tour operator, coordinato da Francesco Moneta, fondatore dell’agenzia di comunicazione The Round Table e della piattaforma “Il Nuovo Enoturismo”.

La stagione 2020 del turismo italiano ha confermato che un numero crescente di viaggiatori - wine lovers, enogastronauti e turisti di varia estrazione - scelgono l’esperienza enoturistica. Quest’anno, viste anche le restrizioni dovute al Covid-19, l’enoturismo si è spesso caratterizzato come “turismo della ripartenza”: un turismo di prossimità, economicamente accessibile, integrato con altre esperienze culturali, gastronomiche, naturalistiche, fruibile anche a piccoli gruppi, praticabile all’aperto preferendo spesso la vigna alla cantina.
In Lombardia, ad esempio, il progetto “Vigneti Aperti”, promosso dal Movimento Turismo del Vino della Lombardia ha coinvolto numerose cantine lombarde, le quali hanno ottenuto un riscontro positivo. Questo grazie alle nuove proposte di servizi e esperienze create appositamente per i turisti italiani, che hanno in parte sopperito al mancato apporto del turismo internazionale di quest’anno.
“L’enoturismo è ormai una dimensione stabile e rilevante del fatturato delle imprese del settore” - ha aggiunto Giulio Somma, direttore de “Il Corriere Vinicolo” - rispetto, però, al mercato del vino, che può essere venduto individualmente dai singoli produttori, l’enoturismo coinvolge un patrimonio collettivo che costringe tutto un territorio a collaborare e fare squadra. Questo porterà a un radicale cambio di visione da parte dei produttori, che attualmente vedono gli altri produttori del proprio territorio come concorrenti e non come possibili partner”.

“La priorità ora deve essere la preparazione per il ritorno degli stranieri - aggiunge Carlo Pietrasanta, presidente Mtv Lombardia - appena l’emergenza Covid sarà passata e si potrà tornare a viaggiare in sicurezza, dovremo farci trovare pronti per accogliere al meglio le tante persone che hanno voglia di enoturismo in Italia. Quest’estate, pur con le limitazioni che abbiamo avuto, ci ha dimostrato quanto siano attrattive la vigna, la cantina e le esperienze a esse collegate e che bisogna continuare su questa strada”.

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