Dal 2022 di proprietà di un “international family office”, Castiglion del Bosco - antico borgo trasformato in un resort a cinque stelle, su cui gravitano due ristoranti gourmet, 11 ville con piscina e l’unico golf Club privato in Italia con campo a 18 buche - ha 64 ettari a vigneto in biologico (200.000 bottiglie). Ed è proprio sul versante produttivo che si registra un deciso cambio di passo di questa storica cantina, immersa negli ettari ed ettari dei bellissimi boschi di Montalcino. È diventato, da pochi giorni, enologo e consulente Giuseppe Gorelli, a sua volta piccolo produttore di Brunello, di cui conosce i caratteri più intimi, espertissimo del territorio di Montalcino (è stato, negli Anni Ottanta del Novecento, il primo dipendente del Consorzio di Montalcino, ed ha collaborato gomito a gomito di Giulio Gambelli). Un passo fondamentale nel percorso avviato dalla tenuta, all’insegna di una rigorosa ed importante scelta di territorio. Completando una dirigenza aziendale già solida che, accanto all’ad Simone Pallesi, comprende Laura Paolucci, direttrice commerciale. Il Brunello Campo del Drago 2021 profuma di piccoli frutti rossi, erbe aromatiche e spezie. In bocca il sorso è polposo e sapido, dallo sviluppo fragrante e dal finale ben profilato, dai toni balsamici e dai ritorni speziati e fruttati. Castiglion del Bosco sarà sempre di più una delle anime più belle e buone del territorio del Sangiovese.
(are)
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