Il percorso enoico dei coniugi svizzeri Adriana ed Urs Burkard comincia nel 2019 e si muove su due direttrici principali: Arillo in Terrabianca nel territorio del Gallo Nero - realtà nata nel 1988 ad opera di un’altra famiglia svizzera, i Guldener - e “Il Tesoro” a Massa Marittima, in Maremma (40 ettari piantati in prevalenza a Sangiovese, Merlot, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Viognier e Vermentino), più la piccola realtà in Val d’Orcia, di “Colle Brezza”, con altri 8 ettari a vigneto. La realtà produttiva chiantigiana di Terrabianca è posta nell’Unità Geografica Aggiuntiva di Radda in Chianti e la cantina è stata ristrutturata con il tocco dell’archistar Mario Botta. Un progetto tendenzialmente ad ampio respiro - che conta per adesso su un totale di 60 ettari di vigneto in biologico e una produzione di 128.000 bottiglie - partito con il piede giusto dal punto di vista sia dei vini chiantigiani - ben eseguiti e dallo stile sobriamente moderno - sia di quelli prodotti in Maremma, evidentemente, più intensi e solari. Ne fa parte il vino oggetto del nostro assaggio, il Vermentino L’Imposto 2024, maturato per sei mesi in ceramica, che propone un bagaglio olfattivo fragrante che rimanda agli agrumi e alle erbe aromatiche, con tocchi di mimosa e ginestra, frutta a polpa bianca e cenni iodati. In bocca il sorso è succoso, fresco e sapido e dal finale persistente ancora su toni agrumati.
(are)
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