Fermenta in acciaio e poi matura in legno - prima in botti grandi e poi in barrique di secondo passaggio - per quasi un anno e mezzo, il Chianti Classico di Vallepicciola. Composto da Sangiovese in purezza dei vigneti aziendali a Castelnuovo Berardenga, la versione 2023 ha i profumi dolci della prugna in confettura ravvivati da cenni di sottobosco e note agrumate; al palato è vivacissimo, dall’aderenza decisa e dalla polpa materica sapida e pepata, che allungano il sorso verso un finale ematico, fruttato e leggermente ammandorlato. L’etichetta fa parte della trilogia chiantigiana aziendale, insieme alla Riserva e al Chianti Classico Selezione Lapina, ma la produzione è molto più ampia e creativa. All’apice della produzione ci sono i 3 grandi cru (Sangiovese, Chardonnay e il taglio bordolese Migliorè), ma ci sono anche le vinificazioni in purezza dei vitigni internazionali; la linea Pievasciata, che copre bianchi, rossi, rosati e bollicine e infine il Perlinetto Rosé. Ci sono anche il Vin Santo e la Grappa e, addirittura, dal 2022, Vallepicciola produce la linea di Champagne P.Valée in quattro etichette dalla Côte de Bar, dopo aver registrato il marchio presso il Comité Champagne. Un’azienda poliedrica, quella di Bruno Bolfo, partita nel 1999 con la trasformazione di un casale toscano nell’Hotel di lusso Le Fontanelle e che oggi conta su 107 ettari di vigna e una produzione annua di 500.000 bottiglie.
(ns)
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