Icona italiana dei fine wines, Sassicaia nasce su suoli complessi a forte componente calcarea, con presenza di marne, ciottoli e porzioni argillose, nei vigneti collinari tra gli 80 e i 400 metri s.l.m., esposti a ovest/sud-ovest. La 1996 è un’annata complessa in molte aree italiane, ma più equilibrata sulla costa toscana: inverno mite e piogge regolari, primavera precoce - con un calo termico a fine aprile che ha ridotto naturalmente le rese - ed estate prima calda poi più fresca, con piogge sporadiche ed escursioni termiche marcate fino alla vendemmia, dal 16 settembre a metà ottobre. Alla fermentazione in acciaio a temperatura controllata, seguono due settimane di macerazione e rimontaggi e délestage, la malolattica svolta in acciaio, l’affinamento per circa 22 mesi in barrique (50% nuove), con travasi trimestrali nel primo anno, infine sei mesi in bottiglia. A quasi trent’anni dalla vendemmia, il vino mostra un colore rubino-granato ancora integro ma di media intensità. Il profilo olfattivo è sottile, con violetta, eucalipto, confettura di frutti di bosco e una traccia di sottobosco; emergono accenti leggermente resinosi accanto a note mature di arancia e ciliegia scura. Il sorso è delicato e affusolato, con una vellutata trama tannica ormai assottigliata ma sostenuta da un’acidità ancora ben presente. La persistenza è media, in una lettura oggi più giocata sull’eleganza che sulla potenza.
(Chiara Giovoni)
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