Il Kerner è nato negli anni Trenta del Novecento a Weinsberg (nomen omen) da un incrocio di Riesling con Blauer Trollinger (qui noto come Schiava, o come Vernatsch in Alto Adige): è un vitigno che resiste ben al freddo e che matura tardivamente. Si è diffuso con successo in Germania, arrivando in Italia, soprattutto in Alto Adige, dove già nel 1970 si sperimentano le prime coltivazioni: la Val d’Isarco, così ripida ed esposta al gelo, si è rivelata presto la casa più adatta. Ironicamente, negli anni Novanta, mentre in patria gli ettari coltivati a Kerner diminuiscono drasticamente, quelli in Alto Adige aumentano, arrivando agli attuali 135. Il Kerner Puntscheit di Cantina di Bolzano proviene dall’omonimo Maso a Signato in Renon (Soprabolzano): qui le viti di Kerner devono spingere le radici in profondità, fra le fessure di porfido, ma godono di un clima tendenzialmente mite, oltre che di una vista mozzafiato sulla Val d’Ega fin sul Corno Bianco. A curare le piante, il suolo e tutto il suo maso è Tobias Rottensteiner, che ha ereditato la proprietà dal padre a soli 16 anni. Il suo Kerner, dopo fermentazione e maturazione in acciaio, profuma di melone bianco, di fiori di tiglio e sambuco, di camomilla e nepitella, con cenni di mandorla cruda e roccia bagnata. In bocca l’iniziale morbidezza lascia spazio ad astringenza agrumata, lasciando a lungo una sensazione salata al palato e un leggero calore in gola.
(ns)
Copyright © 2000/2026
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2026























































































































































































