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LA CURIOSITÀ

Dal Moulin Rouge all’Arena di Verona, grazie a Verdi, Francia e Italia brindano alla convivialità

È così che, fondendo “libiamo ne’ lieti calici” e “French Cancan”, “La Traviata” ambientata nella Belle Époque, ha aperto l’“Opera Festival” n. 103

“Libiamo ne’ lieti calici” ballando il “French Cancan”: è stato anche un simbolico brindisi alla bellezza della convivialità che rende la vita frizzante, e che nasce grazie al vino che accomuna due Paesi, come Italia e Francia, dove questa bevanda culturale è parte del patrimonio e dell’identità nazionale, lo spettacolo de “La Traviata” di Giuseppe Verdi, che la compose a metà Ottocento proprio a Parigi, pronta ad esplodere mezzo secolo dopo con la Belle Époque, che, nei giorni scorsi ha aperto l’Opera Festival n. 103 all’Arena di Verona, diretta da Michele Spotti e firmata dal regista scozzese Paul Curran, con protagonisti Martina Russomanno, Yusif Eyvazov e Amartuvshin Enkhbat, ed il tutto esaurito (12.000 spettatori, tra i quali c’era anche WineNews, e dove è in programma fino a settembre, ndr).
Una “prima” frutto della prestigiosa collaborazione internazionale, per la prima volta nella loro storia secolare, tra l’Arena di Verona, tempio del “Canto Lirico Italiano”, Patrimonio Unesco, e monumento della città scaligera del Belpaese, e il più celebre cabaret al mondo che, dal 1889, illumina Montmartre con il leggendario mulino rosso, dove il “French Cancan” trovò la sua consacrazione e per il quale è stata presentata la candidatura, due simboli assoluti dello spettacolo mondiale, in un progetto destinato a lasciare il segno in un tripudio di colori e musica, con scene di Juan Guillermo Nova, costumi di Stefano Ciammitti e luci di Fabio Barettin (e che segue il brindisi più grande di sempre all’Italia dei Patrimoni Unesco, proprio sulle note de “La Traviata”, andato in scena in mondovisione nei giorni scorsi, con lo spettacolo “Campioni del Mondo - Italia loves Unesco”).
Una musica che è quella del maestro Verdi: una “tinta”, come dichiarava egli stesso - come ricorda Arena Opera Festival - uguale a nessun’altra opera, tra realismo ed intimismo, alla ricerca della continuità drammatica e con alcuni dei brani più belli della storia dell’opera, dal brindisi (di Champagne) all’Amami Alfredo di Violetta, “stella” del Moulin Rouge tra le ballerine di cancan dentro enormi calici di cristallo, divenuti patrimonio culturale condiviso. Come il vino.

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