Partendo dal vino degli amici è nata una delle cantine fra le più apprezzate del territorio, ma senza tante auto-celebrazioni: così il divertimento di nonno Umberto è diventato un lavoro per il figlio Giulio e, infine, anche per i nipoti David e Alessia. Le bottiglie prodotte sono ancora poche, eppure le acrobazie in cantina per produrle non mancano. Ci si ride sopra, con sorridente rassegnazione, come si fa col meteo che conduce l'annata: la 2018 è stata umida, piovosa in vendemmia tanto da obbligare due raccolte. La fermentazione però è stata da manuale: ne è uscito un Brunello con meno corpo ma più godibile, fresco di uva spina e piccoli frutti rossi, ematico e agrumato, dal sorso scorrevole e iodato.
(ns)
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