L’Extra Brut Tracce Riserva nasce da un lavoro estremo sui tempi di maturazione del vino in bottiglia sui suoi lieviti (ben 132 mesi), esplorando, in aggiunta, tutte le potenzialità delle uve Chardonnay che lo compongono, provenienti dai vigneti di Maso Warth e da quelli dei terrazzamenti della Valle di Cembra. La versione 2012, maturata in acciaio fino alla fase del “tiraggio” (momento fondamentale del “Metodo Classico” di spumantizzazione, che prevede l’imbottigliamento del vino base insieme al cosiddetto “liqueur de tirage” ad innescare la rifermentazione in bottiglia) si presenta di colore giallo dorato brillante con perlage definito e continuo. Al naso prevalgono i rimandi fruttati anche canditi, con tocchi di miele, crosta di pane e biscotti appena sfornati. In bocca il sorso è cremoso e ben mosso dalla carbonica, terminando in un finale lungo e dai lampi agrumati. Il “Tracce” della cantina Moser, uscito per la prima volta con l’annata 2011, è anche il vino che celebra il definitivo passaggio di testimone, dai fratelli Diego e Francesco Moser ai rispettivi figli Carlo e Matteo nella conduzione dell’azienda. I due fratelli Moser avevano dato impulso all’attività agricola di famiglia fin dal 1979, cominciando a mettere nel mirino la produzione di vino già nel 1984. Proprio l’anno in cui Francesco Moser stabilì a Città del Messico il record dell’ora su due ruote, celebrato dal Metodo Classico 51,151. L’attuale assetto aziendale, però, arrivò nel 1987, quando Francesco, dopo l’addio al ciclismo –“lo sceriffo”, così era soprannominato Moser per la capacità di gestire il gruppo durante la corsa, ha vinto un Giro d’Italia, tre Parigi-Roubaix, due Giri di Lombardia, una Freccia Vallone, una Gand-Wevelgem e una Milano-Sanremo, oltre ad un campionato del mondo su strada ed uno su pista nell’inseguimento individuale – non dimenticò la bici (diventando costruttore di biciclette) ma, soprattutto, tornò all’attività agricola e vitivinicola, condotta fino ad allora dal padre Ignazio, allargando la superficie vitata di proprietà e realizzando una nuova cantina nella tenuta di Villa Warth. Oggi gli ettari vitati curati sono diventati 27, per una produzione complessiva di 170.000 bottiglie e Francesco Moser ora fa un po’ il gregario di lusso e segue le vicende enoiche di famiglia dall’ammiraglia. Oltre alla produzione di Metodo Classico - declinata in 5 etichette: Rosé, Brut Nature, il “Blauen”, “Tracce” e”51,151” - la cantina con sede a Gardolo di Mezzo a due passi da Trento, produce anche vini fermi ottenuti in prevalenza da Sauvignon Blanc, Gewürztraminer, Riesling, Moscato Giallo, Müller Thurgau, Lagrein, Pinot Nero e Teroldego.
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