Il Sangiovese di Montalcino, nella sua forma “sussurrata”. È questa la cifra stilistica di Biondi Santi, che, assaggiando, per giunta, una delle etichette firmate da Franco Biondi Santi, si fa tono espressivo unico e inimitabile. Ecco allora un Brunello Riserva 1983 ancora in buona forma - se ci limitiamo al suo bagaglio aromatico segnato da un fruttato scuro, anche sotto spirito, da tocchi di fiori appena appassiti e da rimandi al sottobosco e alle spezie - ma in formissima nella sua fase gustativa, dove il sorso si muove tonico e articolato, scandito da un’acidità ancora ficcante, tannini vivaci e frutto polposo, terminando con un che di balsamico e affumicato. E fa bene la proprietà francese - il gruppo francese Epi della famiglia Descours che ha rilevato “Il Greppo” nel 2016, affiancandolo a Isole e Olena nel 2022 - a mettere insieme alle nuove annate (Rosso di Montalcino 2023, Brunello 2020 e Brunello Riserva 2019) la riproposizione dall’archivio storico aziendale di una Riserva “Storica” (per quest’anno proprio la 1983). Perché quando si parla di “vecchie annate”, il passaggio da Biondi Santi è semplicemente tappa obbligatoria.
(fp)
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