Casanuova delle Cerbaie conta su 10 ettari a vigneto, tutti distribuiti nel quadrante centro-settentrionale della denominazione del Brunello di Montalcino, che si trovano dislocati a scendere dal paese verso nord-ovest e, in parte, nella collina di Montosoli. L’intera proprietà fu acquisita dall’appassionato di vino statunitense Roy Welland nel 2008, rilevandola dagli originari proprietari tedeschi che la avevano portata con discreto successo nel percorso produttivo del vino nei primi anni Ottanta del secolo scorso. Casanuova delle Cerbaie, evidentemente, rappresenta il classico assetto produttivo di piccole dimensioni, che contraddistingue il “tessuto connettivo” della denominazione e da cui oggi escono una media di 45.000 bottiglie annue. Declinate in un portafoglio etichette formato da due Igt a base di Sangiovese (un rosso, il “Rivale” e un rosato, lavorati entrambi in acciaio), da un Rosso di Montalcino, da un Brunello di Montalcino annata e dal Brunello di Montalcino Vigna Montosoli Riserva, oggetto del nostro assaggio. La versione 2020, maturata per 30 mesi in legno grande, profuma di fiori appena appassiti, resina, piccoli frutti rossi maturi e sottobosco, con lampi balsamici a rifinitura. In bocca il sorso è tendenzialmente succoso, fragrante e ben dimensionato, dallo sviluppo solido e dal piacevole allungo finale, che torna sia su toni fruttati che floreali, con nota pepata a congedo.
(fp)
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