Questa volta non ti racconterò delle vigne, non le ho camminate, non c’è stato il tempo per un impegno, che non era stato comunicato prima, della cantrice di Sanguineto I e II. Il racconto è tutto su Dora Forsoni e sui suoi vini. E ti assicuro che è stato un incontro indimenticabile, di quelli che, per quanto brevi, ti segnano l’esistenza. Piccola, magra, un fascio di nervi e rughe, Dora Forsoni si porta addosso i segni delle sue lotte, delle sue scelte controcorrente. Due vivacissimi occhi azzurri e limpidi che t’inchiodano subito: son qui, disponibile, ma alle mie condizioni. Ribelle e sfidante Dora lo è sempre stata, l’ha imparato da piccola, ultima di nove figli, l’unica che raccoglie il testimone dal padre, che fonda l’azienda nel 1958, nonostante le preferisse i figli maschi. “Dalla battaglia alla bottiglia” riassume bene il vissuto sia personale sia dell’ambiente. Dora ha l’agricoltura nel sangue e il rapporto con le vigne diventa per lei viscerale. Le guarda e sa di cosa hanno bisogno. E non sono parole, perché Dora è una donna concreta, diretta, schietta, talmente integra che brilla di luce propria. E questo si riflette nei vini. Una volta che li avrai assaggiati, capirai. Prendiamo il Nobile di Montepulciano: la materia è eccelsa, guida il sorso con carattere incisivo e con eleganza leggiadra ad una beva pura. Le parole non sono abbastanza, fai l’esperienza, sarà illuminante. Vai a trovare Dora!
(Alessandra Piubello)
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