Il Barolo Cannubi 2022 profuma di fiori appena appassiti, piccoli frutti rossi, liquirizia e spezie, con tocchi balsamici e di sottobosco. In bocca l’articolazione della trama tannica è solida e ben coperta da un frutto polposo, con il sorso a muoversi agile e continuo, fino ad un finale persistente, ancora caratterizzato da toni balsamici. La cantina della famiglia Brezza si trova adiacente al centro di Barolo. Azienda storica, sulla breccia a partire dalla fine del XIX secolo, ha intrecciato il suo percorso enoico con quello dei Marchesi di Barolo, acquisendone significativi appezzamenti nel 1880. I primi imbottigliamenti a marchio Brezza risalgono al 1910 e qui la tradizione enologica si è tramandata di padre in figlio, così come il modo di fare il vino, con poche innovazioni ma, evidentemente, anche con i necessari cambiamenti per migliorare i processi produttivi, che tuttavia non hanno snaturato lo stile delle etichette aziendali. Nei vigneti, coltivati a biologico - 20 ettari di superficie complessiva - svettano i Cru Castellero, Cannubi e Sarmassa, con Bricco Sarmassa a svolgere il ruolo di protagonisti assoluto, mentre in cantina regna il legno grande, che accompagna una produzione di 100.000 bottiglie. Oggi continua a salvaguardare questo mirabile presidio Enzo Brezza, che nell’areale vanta anche una altrettanto solida fama nella ristorazione e nell’ospitalità alberghiera.
(fp)
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