“Quando veniva servito il Barolo a tavola c’era sempre la domanda inevitabile: era di mia produzione? Mi seccava confessare che non lo era. Perciò comperai questi vigneti”. È così che Luigi Einaudi giustificava la sua prima acquisizione a Barolo, l’ultima di sua mano: 4,8 ettari di vigna per “moto d’orgoglio” a Terlo, menzione poco conosciuta del territorio, eppure capace di regalare vini piacevolmente contrastati. Vigna Costa Grimaldi ne copre 1,6 ettari esposti a sud-est a 310 metri di altezza, con piante del 1977. L’annata 2015 proveniva da un inverno innevato e le piogge di maggio e giugno hanno dato respiro alle temperature calde estive, dando la possibilità di portare in cantina grappoli sani e maturazione perfetta: un’annata importante, che sta permettendo ai vini di invecchiare bene. Ne è riprova questa Vigna Costa Grimaldi, dalle note intense di prugne speziate e fiori appassiti, con cenni ematici e vegetali a stemperarne la dolcezza; al palato aderisce con decisione lasciando però scorrere il sorso con freschezza balsamica e sapidità fruttata, lasciando la bocca piccante di pepe verde e profumata di fiori rossi.
(ns)
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