La visione dei vertici di imprese, da Vinitaly 2026, come Mack & Schuhle, Argea, Hofstatter, Lea Winery, Frizero, Schenk Italian Wineries, Villa Sandi, Mionetto e Vason Group (aspettando che, in Italia, si risolva l’ultimo nodo legale legato alla gestione dell’alcol della dealcolazione con l’Agenzia delle Dogane per poterli produrre davvero), che vedono, in questo segmento, di mercato un potenziale importante, in un business che, stando alle stime, varrà 3,3 miliardi di dollari nel 2028. Mentre si cerca di aprire al varietale in etichetta, come spiega Unione Italiana Vini (Uiv). E con ristorazione e critica sempre più aperte alla tipologia.
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