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Il primo semestre 2026 del vino italiano? In chiaroscuro, ma con qualche segnale incoraggiante

A WineNews, i vertici di cantine e gruppi come Marchesi Antinori, Banfi, Angelini Wines & Estates, Villa Sandi e Bortolomiol

Il vino italiano viene da un 2025 complesso, ma non disastroso, nei dati aggregati, con piccole perdite percentuali sia nell’export che nel mercato interno. E se anche la prima metà ormai quasi compiuta del 2026 vede ancora tante difficoltà, ci sono mercati che vanno meglio, e danno segnali di fiducia. Come raccontano, a WineNews, i vertici di realtà di primo piano del settore, come Albiera Antinori (Marchesi Antinori), Rodolfo Maralli (Banfi), Alberto Lusini (Angelini Wines & Estates), Giancarlo Moretti Polegato (Villa Sandi) ed Elvira Bortolomiol (Bortolomiol).

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