Nata nel 2002 dal sogno condiviso di Giovanni Podini ed Elisabetta Foradori, Ampeleia è oggi un’oasi di 120 ettari a Roccatederighi (in Maremma), coltivata in biodinamica dal 2014 secondo un modello a ciclo chiuso. In azienda infatti ci sono cinque mucche e altri animali che pascolano liberamente, fondamentali per la produzione del letame utilizzato per il preparato 500. Fin dagli esordi, il vignaiolo Marco Tait ha scommesso su un legame viscerale: quello tra questo territorio minerale e boschivo e il Cabernet Franc, vitigno permaloso e difficile che qui ha trovato la sua terra d’elezione. A lui sono dedicate le vigne più vecchie della sottozona “La Rocca”, a 500 metri d’altitudine, dove i suoli di galestro, argilla e palombino - uniti a forti escursioni termiche - regalano un’armonia perfetta. Non a caso, il vino porta il nome stesso dell’azienda: è l’inizio, l’orgoglio e la sua massima espressione. Il millesimo 2020 riflette un approccio artigianale. La fermentazione è spontanea, con un 10% di grappolo intero. Dopo il cemento usato per la vinificazione e per 18 mesi di affinamento, il vino riposa poi per ben 3,5 anni in bottiglia prima dell’uscita. Il sorso si distingue per freschezza, rigore e una vibrante tensione salina. Un Cabernet Franc in purezza aristocratico e profondo, dove le note di piccoli frutti scuri si fondono a cenni balsamici, ematici e di macchia mediterranea. Un’eccellenza in evoluzione.
(Francesca Ciancio)
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