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LA GRIFFE

Casanova di Neri Docg Brunello di Montalcino Tenuta Nuova

Su i Quaderni di WineNews
Vendemmia: 2010
Uvaggio: Sangiovese
Bottiglie prodotte: 50.000
Prezzo allo scaffale: € 65,00 - 70,00
Proprietà: Famiglia Neri
Enologo: Giacomo, Giovanni e Gianlorenzo Neri

La tradizione è un’innovazione ben riuscita. La massima, come la stragrande maggioranza delle massime, è di Oscar Wilde. E vale, in maniera particolare, nel mondo del vino, che senza innovazione perderebbe tutta la sua vitalità. È grazie alle idee, ed a volte al coraggio, di un manipolo di produttori che i grandi territori del vino italiano sono stati capaci di reinventarsi ed affrontare sempre nuove sfide. Rientra in questa casistica, a pieno titolo, Casanova di Neri, griffe del Brunello di Montalcino capace, nei decenni, di affermarsi come una delle aziende più prestigiose (e premiate) del Belpaese enoico. Siamo sul versante Nord di Montalcino, è qui che tutto è iniziato, nel lontano 1971, con le prime bottiglie di Brunello (l’Etichetta Bianca) prodotte a partire dal 1978, ma il vino di cui vi parleremo nasce altrove, sul versante opposto, quello Sud, tradizionalmente più caldo, per i più superficiali “meno vocato”, o comunque destinato ad offrire vini potenti ma poco eleganti. Qui, Giacomo Neri, oggi alla guida dell’azienda con i figli Giovanni e Gianlorenzo, nel 1987 ha comprato un podere, Le Cetine, sotto Sant’Angelo in Colle, in mezzo alla macchia mediterranea, nonostante la sonora “stroncatura” della madre (“quando la portai a vedere il mio ultimo acquisto mi dette del pazzo”, ama raccontare). Qui pianta i cloni del Cru Cerretalto, scorgendo possibilità invisibili ai più, in una terra difficile, ma certo non impossibile da domare. Nasce così il Tenuta Nuova, il Cru di Brunello che è valso a Casanova di Neri gli storici 100/100 di Robert Parker, con l’annata 2010: una vittoria per Giacomo Neri, uno spot per tutto il Brunello. Ed è appunto l’assaggio di questo millesimo a rivelare nel bicchiere la conferma di una linearità stilistica diventata ormai un canone riconosciuto e riconoscibile, figlio di scelte ben precise, fermentazioni spontanee e botte piccola. Che si traducono in more e ciliegie in confettura, pepe nero, sentori balsamici di eucalipto, tannini vellutati; il sorso è dolce e persistente, ancora alla ricerca di un’eleganza completa che solo il tempo saprà dare, come dimostra la storia del Tenuta Nuova.

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