In tutto 1,18 ettari, la vigna di Sanbarnaba, una piccola particella del podere di Tarci, reinnestata nel 2018 con una selezione massale aziendale di Trebbiano: è da qui che comincia il percorso del “Vin Bianco” di Brolio, legato alla tradizione ma interpretato alla maniera contemporanea. La leggenda vuole che in quel podere fosse stato eretto a difesa dalla grandine un tabernacolo dedicato a Sanbarnaba, protettore delle vigne e a lui è stato intitolato vino e vigna. L’universo bianchista, lo sappiamo, è oggi forte più che mai e la scelta del Trebbiano effettuata dal Castello di Brolio si inserisce in un filone in crescita nell’areale del Chianti Classico, che segnala un ritrovato interesse per una varietà storica e significativa per tutto il comprensorio. La versione 2020 è vinificata in anfore di cocciopesto toscano, con macerazione sulle bucce della durata di tre mesi ed un ulteriore maturazione di un anno in anfora, in acciaio e in tonneau di secondo e terzo passaggio. Al naso prevalgono le note di limone e mela maturi, con tocchi leggermente ammandorlati. In bocca, il sorso è sapido e salino, terminando con un finale ben profilato su echeggi di frutta secca.
(fp)
Copyright © 2000/2024
Contatti: info@winenews.it
Seguici anche su Twitter: @WineNewsIt
Seguici anche su Facebook: @winenewsit
Questo articolo è tratto dall'archivio di WineNews - Tutti i diritti riservati - Copyright © 2000/2024