Il mondo del vino, è noto, sta attualmente attraversando una fase delicata, in cui criticità già note e nuove difficoltà si sono sommate come in una “tempesta perfetta”. Uno scenario che, evidentemente, non ha risparmiato il Brunello di Montalcino, pur capace di “navigare” senza perdere la rotta. A dirlo i numeri del Consorzio del Brunello di Montalcino, che hanno visto un balzo nell’ultimo bimestre 2025 dell’imbottigliato. In atto un riallineamento dove i volumi sono arrivati quasi alla pari di quelli rilevati nello stesso periodo del 2024 (-0,9%). Fondamentale è stata la performance registrata, in particolare, in ottobre, con i volumi sopra quota 1,9 milioni di bottiglie equivalenti, il 39% in più sullo stesso mese 2024. Un’accelerata che - secondo l’analisi - realizzata su base Valoritalia, a partire dai contrassegni di Stato consegnati - porta il saldo, nei primi 10 mesi 2025, a 7,63 milioni di pezzi imbottigliati, a fronte dei 7,69 milioni del 2024. Numeri che non necessariamente indicano una correlazione automatica tra imbottigliamenti e prodotto venduto, ma che rilevano, comunque, una tendenza significativa in chiave di mercato, che riconoscono alla denominazione una buona capacità di resilienza, dopo mesi più complicati. E il Consorzio del Brunello, da parte sua, con una decisione da tempo lontana a queste latitudini, ha attivato un programma di promozione per il rilancio della denominazione, con partecipazioni collettive nel principale mercato di sbocco - gli Stati Uniti - ma anche su altre piazze, con l’obiettivo di diversificare il più possibile le occasioni di business dei vini di Montalcino.
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