La cantina di Federico Carletti, che vede oggi il contributo sempre più significativo dei suoi figli, Maria Stella e Francesco, nasce nel 1961 da un primo nucleo di 22 ettari. Negli anni è cresciuta fino a raggiungere gli attuali 150 ettari a vigneto - ma ci sono anche i 7 ettari di “In Violas” a Cortona e i 27 di “Lhosa” in Maremma - per una produzione di circa 600.000 bottiglie. Non sono soltanto i numeri a ricordarci che questa realtà è uno dei top player della denominazione del Nobile di Montepulciano. L’azienda ha infatti costruito, a partire dal 1980, anche una delle realtà più importanti dell’Italia enoica tout court, protagonista, insieme a poche altre, di quella ascesa del vino toscano, che ha disegnato paradigmi e scenari del tutto nuovi e competitivi, contando in primis su una implacabile costanza qualitativa, con punte d’eccellenza altrettanto affermate. E quando parliamo di costanza qualitativa il Nobile di Montepulciano dell’azienda con sede a Montepulciano Stazione è, a dir poco, un paradigma: un vino disarmante, da questo punto di vista, capace di non deludere mai, un po’ il simbolo, insieme a poche altre etichette, di tutto un territorio. La versione 2023 possiede aromi puliti e intensi e richiamano frutti rossi, spezie e un tocco affumicato. In bocca il sorso è gustoso, ampio ma mai eccessivo, ritmato e saporito, dallo sviluppo articolato e dal finale ancora fruttato.
(fp)
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