C’è un cortocircuito affascinante tra velocità e attesa nel progetto Cantina Eleusi, realtà vitivinicola voluto da Mattia Binotto, nome noto nel mondo della Formula 1, prima in Ferrari, oggi in Audi. Con lui ci sono l'enologo Mattia Filippi e Eleonora Merz. Il manager è abituato a misurare il tempo in frazioni di secondo e qui invece costretto a inseguirlo, rispettarlo, lasciarlo agire. Il nome richiama la città greca di Eleusi e il mito di Persefone, simbolo di ciclicità e rinascita: lo stesso ritmo che scandisce la vite e il vino, tra terra e tempo. Non a caso, il primo vino si chiama Animantica, “anima antica”, a sottolineare ciò che resta mentre tutto evolve. Siamo in Trentino, a Faedo, su un piccolo vigneto di Chardonnay (circa un quarto di ettaro) incastonato tra rocce dolomitiche e porfido. Viti di circa quarant’anni per una materia prima che cerca equilibrio più che potenza. La vinificazione è essenziale, da base spumante, con pressatura soffice e un approccio di enologia leggera. Quattro anni complessivi di affinamento, tra acciaio, legno e ceramica, con contenitori scelti per generare evoluzioni diverse, inclusi serbatoi a tenuta stagna per lavorare senza ossigeno. Un lavoro quasi “ingegneristico” applicato però a un’idea profondamente artigianale. Un grande vino di montagna che guarda agli Chardonnay di Borgogna: nessuna paura del tempo, cremosità in bocca, accompagnata da freschi sentori di roccia.
(Francesca Ciancio)
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