“Il grande vino deve invecchiare rimanendo giovane”. Questo uno dei principi su cui si basa la produzione enologica di Luigi Moio, ordinario di enologia all’Università di Napoli, enologo di fama, già presidente - e oggi vice - dell’Organisation Internationale de la Vigne et du Vin. I suoi vini corrispondono perfettamente all’assunto, frutto di una viticoltura vocata e di un’enologia che lui definisce “leggera” con approccio poco invasivo e assenza di interventi superflui per accompagnare il vino nel suo naturale percorso evolutivo. Via del Campo 2018 è ottenuto esclusivamente dalle uve provenienti dall’omonima vigna di Falanghina, posta a 360 metri di altitudine, a Mirabella Eclano, nel cuore dell’Irpinia (dove si trova l’azienda fondata nel 2001 da Luigi Moio e sua moglie Laura): prende il nome dal toponimo “Quintum Decimum” con cui i Romani chiamavano l’antico municipio di Eclano. Fermentato in tini d’acciaio al 70% e in barrique di rovere nuove al 30%, Via del Campo a sette anni dalla vendemmia si presenta con una evoluzione magnifica che premia l’attesa di una bottiglia da tempo in cantina. Giallo oro luminoso e integro, al naso risulta complesso: rarefatte le note floreali della ginestra e del limone, i sentori mentolati e balsamici smorzati e le carezzevoli sfumature tostate leggermente fumé. Al sorso, elegantissimo, colpiscono freschezza e dinamicità, cenni salmastri e grande lunghezza.
(Clementina Palese)
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