I Sodi di Veronelli 2021 è un’edizione speciale in tiratura limitata (3.000 bottiglie) creata da Castellare di Castellina per celebrare il centenario della nascita di Luigi Veronelli, padre ideale de I Sodi di San Niccolò. I suoi profumi rimandano ai frutti rossi, al tabacco, al sottobosco e ai chiodi di garofano, con tocchi tostati a rifinitura. In bocca, il sorso è pieno e polposo, dai tannini fitti e dal finale persistente su toni balsamici. Uscito per la prima volta nel 1977 rappresenta uno dei portabandiera di quella fortunata serie di vini detti “Supertuscan”, ma con una “marcia” in più. Oggi, infatti, in un momento in cui proprio quella tipologia non sembra avere più lo stesso appeal, soprattutto con le etichette a base prevalente di vitigni francesi, I Sodi di San Niccolò, insieme a pochi altri, fa parte di quella categoria che qualcuno ha definito degli “Ipertuscan”, ossia di quei vini capaci di ben raccontare il proprio legame identitario, in questo caso con Castellina in Chianti. Merito anche del suo essere un Sangiovese quasi in purezza (il saldo di Malvasia Nera - cioè di Tempranillo, è il suo Dna a dircelo - è sempre stato piuttosto ridotto). Il suo nome evoca la parola usata dai contadini toscani per indicare quei terreni particolarmente duri (appunto sodi). San Niccolò, invece, è il nome della piccola chiesa intorno alla quale si trovano alcuni dei vigneti aziendali più vocati.
(are)
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