Specie in una fase come questa, in cui “il bianco” ha ritrovato un trend commerciale assai positivo, anche in aree produttive come quella del Chianti Classico, si sta progressivamente costituendo un nucleo di cantine che hanno ritrovato il “gusto” per questa tipologia. Peraltro non dovendo cercare troppo lontano, perché nelle colline chiantigiane c’è sempre stata una certa tradizione bianchista. Ecco allora il progetto Campinovi di Dievole che prende, per l’appunto, le mosse da un vitigno storico dell’areale, il Trebbiano. Il Campinovi, dopo una sperimentazione su varie metodologie produttive, è ottenuto da una fermentazione in cemento e una maturazione per 12 mesi in legno grande. La versione 2023 rimanda aromaticamente alla frutta a polpa bianca matura, alla pietra focaia, ai fiori appena appassiti e alle erbe di campo. In bocca il sorso è ben profilato, congedandosi con un finale saporito e dai tocchi agrumati. Dievole si trova nell’Uga di Vagliagli e conta su 152 ettari a vigneto per una produzione complessiva di 500.000 bottiglie. Fa parte del gruppo Alejandro Bulgheroni Family Vineyards, dal 2012.
(fp)
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