Quali sono i vini che decretano l’eccellenza di una cantina? Quelli prodotti in annate eccezionali o quelli ottenuti da millesimi molto deboli? Facile esporsi nel primo caso, ma decisivo, probabilmente, constatare la solidità di un’etichetta nel secondo. È il caso di questo Montevertine 1992 - prodotto dal 1971 al 1981 come Chianti Classico e dal 1982 semplicemente come Montevertine - figlio di annata che in Toscana ancora si ricorda come davvero difficile. Uno splendido “trentaquattrenne” - da uve Sangiovese, con un piccolo saldo di Canaiolo e Colorino, vinificato in cemento e maturato in legno grande – che al naso si muove ancora fragrante tra piccoli frutti rossi, erbe officinali e tocchi affumicati, per poi proseguire in bocca con dinamismo e vivacità per presenza tannica e verve acida, con un finale arioso dai toni agrumati. La storia ha già messo Montevertine nel posto che merita: tra le migliori cantine toscane di sempre. Dunque d’Italia e del mondo. E il Sangiovese di casa, raddese fino al midollo, resta sempre quello da consigliare, anche ad un extraterrestre piovuto dal cielo con la curiosità di bere il migliore.
(fp)
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