Questo Friulano festeggia 50 anni di storia della cantina La Viarte, fondata nel 1973 fra Prepotto e Corno di Rosazzo, e passata di proprietà nel 2023 ad un ramo dei Polegato, storica famiglia del vino veneta: in particolare a Giorgia, Luana e Riccardo, figli di Giorgio Polegato. L’azienda conta su 24 ettari vitati a corpo unico, costeggiati da 14 ettari di bosco: fra i filari crescono Friulano, Ribolla Gialla e Malvasia; Schiopettino, Refosco e Pignolo. Ma anche Tezzelenghe, Verduzzo e Picolit, insieme agl’internazionali, ormai di casa in Friuli: Sauvignon Blanc, Chardonnay, Pinot Bianco, Cabernet Sauvignon e Merlot. La produzione arriva a 200.000 bottiglie suddivise in diverse linee: ci sono i classici, bianchi e rossi in purezza; c’è la linea Liende, che esce sono nelle annate migliori; c’è la linea Puarte, dalla rinfrescante beva quotidiana; ci sono Incò e Lugiori, due blend di uve bianche; i 3 bianchi non filtrati, in omaggio alle antiche tecniche di fermentazione; infine il passito da Verduzzo e Picolit. Una storia lunga e densa, evidentemente, che solo uno dei vitigno più rappresentativi del territorio (con una storia altrettanto lunga e densa) poteva celebrare, coi suoi profumi di gesso, di fiori di sambuco e glicine, di melone e mandorla bianca, con un tocco di albedo e erbette di campo; al sorso è sapido e saporito, dalla freschezza agrumata e balsamica e dal lungo finale pulito ammandorlato.
(ns)
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