Compie 30 anni Val delle Rose, dal suo acquisto a Poggio La Mozza di Grosseto della famiglia Cecchi, avvenuta nel 1996. Un investimento pionieristico ai tempi, "quando la costa toscana stava ancora costruendo il proprio linguaggio enologico" raccontano dall’azienda. La vicinanza al mare (una quindicina di chilometri dal Marina di Grosseto) e i suoli poveri prevalentemente sabbiosi, hanno convinto la famiglia Cecchi ad investire in questa tenuta, che al tempo contava su 25 ettari di vite. Oggi sono 100 e sono a conduzione biologica dal 2021, coltivati a Sangiovese e Vermentino, ma anche Merlot, Cabernet Franc e Sauvignon e Ciliegiolo, Viognier, Trebbiano e Chardonnay. Posti ad un’altezza che non supera i 150 metri, i principali vigneti maremmani di Val delle Rose sono Poggio al Leone, dedicato al Sangiovese e al Cabernet Sauvignon; Poggio Lepri, piantato a Merlot e Cabernet Franc; infine il vigneto Litorale, dove cresce il Vermentino che dà forma all’etichetta omonima. Dopo una sosta di 4 mesi sui suoi lieviti, le versione 2024 risulta dolce di melone, pera e vaniglia ma anche appuntito di bosso e uva spina. Il contrasto fra acidità e dolcezza prosegue anche al palato, grazie ad un sorso largo contenuto da sapidità iodata, che chiude su un finale gessoso e agrumato. Un vino estivo e rinfrescante, che da quest’anno si accompagna a tre new entry: al Viognier Caprifoglio, al rosato Calipte e al Bianco Lobelia.
(ns)
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